Follia per l’Esercito, falsifica il voto scolastico pur di arruolarsi: ecco che fine ha fatto

Soldato dell’Esercito Italiano

In questi tempi liquidi e senza prospettive l’Esercito Italiano resta uno dei principali punti di riferimento per migliaia di giovani, disposti (quasi) a tutto pur di arruolarsi. E c’è persino chi ha falsificato il voto scolastico pur di diventare un soldato.

Come riporta l’Unione Sarda ci sono ragazzi “disposti proprio a tutto pur di essere presi nell’Esercito. Anche a una bugia. Piccola ma pur sempre una bugia: ha dichiarato di aver preso la licenza media con buono , in realtà era sufficiente. Una menzogna costata a Giordano Arba, venticinquenne di San Nicolò Gerrei, una condanna a due mesi di reclusione (con la condizionale) per falso ideologico. Come meglio specificato nel capo d’imputazione, «per avere attestato falsamente di aver riportato la votazione di buono , ben sapendo di aver conseguito il giudizio di sufficiente , nella domanda di partecipazione al bando di arruolamento volontario per un anno nell’esercito italiano»“.

Non è la prima volta – e non sarà certo l’ultima – che si verifica un caso del genere ma, sia detto con il massimo rispetto, la pena subita da Giordano ci sembra francamente eccessiva, soprattutto considerando l’intento con cui avrebbe commesso il “reato”.

Nonostante la sospensione delle chiamata al servizio militare in Italia abbia determinato una notevole fase di ristrutturazione e ottimizzazione delle risorse soprattutto umane – la forza operativa è passata in pochi anni da oltre 230.000 a circa 102.000 – l’Esercito è ancora un punto di riferimento carico di attrazione per migliaia di giovani, ancor più oggi con una concezione delle Forze armate e una razionalizzazione del loro impiego completamente nuove e molto più agili.

Giordano Arba, condannato per aver falsificato il voto scolastico pur di entrare nell’Esercito, è certamente uno di quei ragazzi – e sono centinaia di migliaia – che vedono l’arruolamento come un segnale di riscatto e di fede verso la Patria, come un’opportunità per dimostrare il proprio valore, al di là di meriti o demeriti scolastici.

Una punizione esemplare dovrebbe essere più che sufficiente a far capire che le scorciatoie – nella vita – non portano da nessuna parte ma chi ha così tanta voglia di diventare un soldato meriterebbe certamente una seconda chance.

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