Sicurezza, Difesa e Intelligence

Nessuna fabbrica bruciò l’otto marzo del 1908.

8 marzo 1908

L’otto marzo del 1908 un calzaturificio newyorchese prese fuoco e le sue occupanti, sigillate al suo interno, perirono tra le fiamme. Ogni anno si commemora questo tragico evento con una giornata dedicata alla donna e alla sua lotta per l’emancipazione. E’ andata veramente così?

Perché festeggiare la Festa della Donna? L’otto marzo del 1908 un calzaturificio a New York o a Chicago prese fuoco e le operaie, sigillate al suo interno (come punizione per i numerosi scioperi), perirono tra le fiamme. Questa è la tragedia che giustificherebbe questa ricorrenza. Eppure le femministe Tilde Capomazza e Marisa Ombra dimostrano l’infondatezza di questa ricostruzione storiografica. Non ci sarebbe stata nessun incendio.

Non è tutto. Le femministe ricostruiscono il travaglio storiografico intrapreso per giustificare le ritualità dell’otto marzo e sanare ogni dubbio. Si è parlato di repressioni violente di scioperi femminili accaduti nel 1857 o nel 1848. Anche in questi casi si è trattato di ricerche storiografiche false.

Ci fu una campagna intellettuale volta a celare o comunque a nascondere il fondo ideologico di questa festa. I motivi di queste scelte sono tuttora incerte.

E’ provato invece che le celebrazioni in onore della donna furono in realtà volute da Lenin e dalla femminista Alexandra Kollontai per ricordare l’impegno donne nella rivoluzione russa. In pochi anni questa ricorrenza incluse le celebrazioni per commemorare le vittorie del femminismo e il sacrificio di migliaia di donne per una società egualitaria. 

Non ci furono incendi né scioperi, l’otto marzo celebra il femminismo e le sue vittorie, questo pensiero di rivalsa sociale e culturale che sta ancora infiammando l’Occidente.

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