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Follia Isis, terrorista in palestra con ex carabiniere: ecco perché

Abderrahim Moutaharrik in uno dei suoi incontri

Abderrahim Moutaharrik, il pugile arrestato per terrorismo, si è allenato – anche se solo per una volta e solo per fare i guanti – nella palestra di Matteo Salvemini, ex carabiniere: ecco la storia shock.

Matteo Salvemini, classe 1953, è stato un pugile professionista nella categoria dei pesi medi negli anni tra il 1970 e il 1980. Nella nazionale carabinieri, da dilettante, ha conseguito l’oscar come miglior dilettante italiano per poi arrivare alla medaglia d’oro ai giochi del Mediterraneo nel 1975, vincendo la maggior parte degli incontri per K.O.

Matteo Salvemini all’epoca della nazionale Carabinieri

Un grande uomo, un grande carabiniere, un grande pugile. Che oggi si dedica alle generazioni future con la sua palestra, il Boxe Club Bollate, nel milanese. Un posto di eccellenza nel mondo del dilettantismo pugilistico, che attira atleti da tutta Italia. E tra questi, purtroppo, c’era anche il terrorista Abderrahim Moutaharrik, arrestato nei giorni scorsi.

No, non lo conoscevo“, ha precisato Matteo Salvemini ai giornalisti, cadendo letteralmente dalle nuvole. Che poi racconta: “Un sabato pomeriggio di alcune settimane fa alcuni maestri di kickboxing e di muay thai sono venuti ad allenarsi a Bollate; volevano fare incontrare gli atleti in vista di alcuni importanti match di arti marziali, come La Notte dei Campioni“.

Matteo Salvemini oggi

La questione è molto semplice“, ci ha spiegato via e-mail lo staff del Boxe Club Bollate. “È consuetudine, nel mondo della boxe e delle arti marziali in genere, che atleti di palestre “vicine” (a livello comunale, provinciale o regionale) talvolta si rechino in strutture diverse da quella che usualmente frequentano per mettersi alla prova con pugili tesserati presso altri team. Proprio questo è quanto accaduto con il terrorista in questione. Affiliato ad una palestra che NON è la Boxe club Bollate, si è recato, UNA volta, nella nostra struttura per allenarsi con altri fighters, ossia per “fare guanti”. Tale espressione, nel gergo tecnico, significa misurarsi in combattimenti (“sparring”) che, generalmente, precedono gli incontri veri e propri. Questi “sparring” preliminari sono di fondamentale importanza per un fighter, specialmente nelle settimane a ridosso di un match. Capite bene che, in una disciplina come la nostra, misurarsi con atleti che frequentano palestre diverse dalla propria (e di cui dunque non si conoscono qualità, attitudini, stili di combattimento, ecc.) è tappa imprescindibile nel percorso di preparazione ad un match“.

Nessuno poteva immaginare che tra questi atleti ci fosse un terrorista islamico, Abderrahim Moutaharrik: “Qualcuno ha riconosciuto nelle foto pubblicate dai giornali alcuni atleti bollatesi, che non fanno parte della nostra scuola, che avevano posato con lui. Tra i professionisti c’era anche lui, quel giorno; è rimasto impresso il suo stile, un atleta molto forte sul ring. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare una cosa del genere”, ha spiegato Salvemini alla stampa. “Da noi si insegna ben altra filosofia; qui, con questo sport, i ragazzi crescono in maniera sana e con disciplina“.

Abderrahim Moutaharrik a fine allenamento

L’avvocato di Moutaharrik ha replicato che le accuse di terrorismo sarebbero “tutte fanfaronate dette al telefono“. Intanto ci farebbe tanto piacere sapere come mai questi maledetti terroristi hanno stuoli di avvocati pronti a difenderli. In secondo luogo è chiaro che “il terrorista della porta accanto” oramai è un dato di fatto e può capitare anche ad un ex carabiniere di ritrovarselo in casa, o nella palestra vista la situazione.

Abderrahim Moutaharrik e Khachia Abderrahmane, entrambi arrestati dalla Polizia

Infine, ed è l’aspetto più inquietante, il web è pieno di foto e video di Moutaharrik, che frequentava diverse palestre del Nord Italia, da Milano a Monza a Canobbio sino a Lugano. Per azioni di reclutamento? Toccherà alle forze dell’ordine scoprirlo.

VIDEO DI MOUTAHARRIK MENTRE COMBATTE

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