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Bernardo Provenzano è morto: l’intervista rilasciata dal figlio Angelo a Servizio Pubblico

Bernardo Provenzano è morto stamattina, all’età di 83 anni, in ospedale a Milano. L’ex capo dei capi, dopo 43 anni di latitanza, era in regime di 41 bis da dieci anni. Ecco l’intervista rilasciata dal figlio Angelo a Servizio Pubblico nel 2012, in cui si parlava del suo rapporto con il padre.

Bernardo Provenzano è morto
Bernardo Provenzano è morto stamane, a 83 anni, in ospedale e Milano

Bernardo Provenzano è morto. L’ex capo dei capi, succeduto a Totò Riina nel comando di Cosa Nostra, si è spento all’età di 83 anni nell’ospedale di Milano.

Dopo 43 anni di latitanza e 10 di carcere duro, Binnu ‘U Tratturi ha dovuto arrendersi alla morte. Portandosi dietro tutti i misteri della Trattativa Stato-Mafia e della strategia di inabissamento che aveva studiato per Cosa Nostra.

Come ricorda Paola Bellone su Cinquantamila.it :

“Nel 54 parte militare (destinazione la 51esima aerobrigata di Treviso), per rientrare quasi subito con un certificato medico. Si arruola invece, insieme a Totò Riina, detto ’u Curtu, e Calogero Bagarella, detto Calò, nella banda dei masculiddi agli ordini di Luciano Liggio, luogotenente del capomafia Michele Navarra (sindaco democristiano di Corleone, medico di professione, fatto Cavaliere da Gronchi) ammazzato poi dallo stesso Liggio che voleva prenderne il posto il 2 agosto 1958. A Corleone scoppia la guerra tra navarresi e uomini di Liggio, tra questi Totò, Calò e Binnu.”

BERNARDO PROVENZANO E I MISTERI DELLA TRATTATIVA

Lirio Abbate racconta sull’Espresso che:

“Il suo volto, scoperto la mattina dell’11 aprile 2006, ignoto persino ai ”soldati” dell’esercito corleonese, è stato per decenni quello di un fantasma.”

Ma tutti sapevano chi era il capo indiscusso di Cosa Nostra dopo l’arresto del sanguinario Riina. Si vocifera che sia stato lo stesso Provenzano a favorirne la cattura, per porre fine alla guerra con lo stato e avviare una vera Trattativa.

Dal gennaio 1993, quando Riina fu arrestato, all’aprile 2006, quando ad essere catturato fu Provenzano, Cosa Nostra è cambiata. Basta morti, solo affari. Quello che è ancora oggi grazie all’eredità di Provenzano, presa in dote da Matteo Messina Denaro.

Così lo definirono i giudici di Palermo nell’ordinanza di rinvio a giudizio del primo maxi processo a Cosa nostra:

“Si è rivelato uno dei personaggi più sfuggenti ed inafferrabili, oltre che uno dei più feroci e sanguinari, di Cosa nostra.”

BERNARDO PROVENZANO E L’INTERVISTA AL FIGLIO ANGELO

Nel 2012 il figlio Angelo si raccontò, per la prima volta, davanti alle telecamere di Servizio Pubblico. E in quell’intervista rivelava anche dettagli inediti del suo rapporto con il padre Bernardo Provenzano.

Ecco i video.

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