Sicurezza, Difesa e Intelligence

La storia dello 007 più leggendario del mondo: Markus Wolf

Markus Wolf, conosciuto come l’uomo senza volto, Mischa per gli amici, è uno 007 destinato a diventare una leggenda nel mondo dello spionaggio. Ecco la sua incredibile storia, raccontata sul sito della Sicurezza Nazionale dallo storico e saggista Domenico Vecchioni.

Markus Wolf Alexanderplatz Berlino, 4 novembre 1989
Markus Wolf ad Alexanderplatz, Berlino, il 4 novembre 1989, cinque giorni prima della caduta del muro.

La divisione dell’Europa intervenuta alla fine della seconda guerra mondiale, obbliga i Servizi segreti occidentali a riorganizzarsi per far fronte a una nuova minaccia, quella dell’amico e alleato di ieri: l’Unione Sovietica.

È Berlino, in particolare, a diventare in breve tempo la capitale delle spie, dove gli agenti della Germania Federale e quelli della Germania Democratica si affrontano senza esclusione di colpi. I Servizi di Bonn vengono affidati a un esperto ex generale della Wehrmacht, Reinhard Gehlen, che aveva fatto le sue prove sul fronte dell’Est in vista della creazione di gruppi militari russi anticomunisti.

L’Organizzazione Gehlen sarà molto attiva nei primi anni del dopoguerra e si servirà di una rete di uomini dal passato opaco ma abili nel raccogliere nei Paesi satelliti dell’URSS le notizie utili a interpretare le intenzioni di Mosca. L’Organizzazione Gehlen diventa così l’embrione dei nuovi Servizi segreti della Germania Federale, che verranno ufficialmente istituiti nel 1956, con il BND (Bundesnachtrichtendienst).

Agli occhi dei reclutatori sovietici, Mischa  è una scelta di ‘prima qualità’

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Un giovane Markus Wolf

Ghelen avrà come antagonista una spia d’eccezione, uno 007 destinato a diventare una leggenda nel mondo dello spionaggio: Markus Wolf, conosciuto come ‘l’uomo senza volto’, Mischa per gli amici.

Nato nel 1923 nel Bade-Wurtemberg, ebreo, Wolf segue la famiglia che si rifugia in Unione Sovietica all’avvento di Hitler al potere nel 1933 per evitare le persecuzioni antisemite. Mischa cresce quindi a Mosca, studia nelle Università sovietiche e allo scoppio della guerra integra i ranghi dell’Armata rossa.

L’URSS si installa nella Germania Democratica e vi rimane per più di quarant’anni. Nella sua opera di controllo del territorio e di ‘sovietizzazione’ del Paese, Mosca va a caccia degli agenti più fidati ed efficaci. Markus Wolf appare subito agli occhi dei reclutatori sovietici una scelta di ‘prima qualità’.

Tedesco, formato alla sovietica, comunista convinto, intelligente e discreto, con esperienze giornalistiche e nel servizio diplomatico (è stato Primo Segretario a Mosca presso l’ambasciata della RDT), Wolf sembra proprio la persona giusta da mettere a capo dei Servizi di spionaggio e controspionaggio della STASI (Ministero per la Sicurezza, la polizia politica).

L’organizzazione ha due compiti principali: all’interno, controllare da vicino i cittadini, individuare gli elementi freddi se non ostili al regime e spiare persone potenzialmente pericolose (artisti, giornalisti, dirigenti), una attività descritta nel film di Florian Henckel La vita degli altri. All’esterno, ha il compito di attivare un’infiltrazione senza precedenti negli apparati più significativi della Repubblica Federale non solo per conoscere in anticipo le mosse di Bonn e del mondo libero, ma anche per influenzarle in vista di concessioni e cedimenti nei confronti dei Paesi comunisti.

Il segreto è la mimetizzazione degli operativi

A capo del servizio spionaggio-controspionaggio (HVA, Hauptverwaltung Aufklärung), Markus Wolf imposta un efficiente e originale sistema di infiltrazione, basato sulla perfetta mimetizzazione degli operativi. Per realizzare gli obiettivi che gli sono stati assegnati – annoterà nelle sue memorie il capo dell’HVA – l’agente deve anzitutto nascondere le ragioni che lo hanno spinto a fare questo mestiere e immedesimarsi totalmente nel personaggio che si è scelto. Non deve recitare un ruolo, deve ‘essere’ il personaggio nella cui pelle si è calato.

Il sistema assicurerà alla STASI numerosi successi, arrecando danni rilevanti agli interessi occidentali. Partiti politici e istituzioni della Germania Federale risulteranno pesantemente infiltrati. Persino nell’ambito della Nato, Berlino Est disporrà di occhi e orecchie. Wolf userà tutti i mezzi, persino il romanticismo, pur di centrare i bersagli che ha individuato.

A caccia di notizie, gli agenti ‘Romeo’ corteggiano segretarie nubili

Così gli agenti segreti (detti significativamente ‘Romeo’) saranno messi alle costole di segretarie nubili e non più giovani, dirette collaboratrici di alti responsabili politici occidentali. Spesso il ‘Romeo’ di turno sposa la sua vittima e per anni sarà il romantico e sensibile marito che rende felice la moglie, mentre in realtà si impossessa discretamente di preziose informazioni per la Stasi. E non mancano avvenenti ‘Giulette’, preparate per sedurre romanticamente diplomatici e militari dell’Ovest che a letto si mostrano sempre molto loquaci.

Günter infiltrato nella Cancelleria tedesca

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Markus Wolf…

Il successo più spettacolare di Mischa è senza dubbio l’infiltrazione realizzata in seno alla stessa Cancelleria tedesca dall’agente Günter Guillaume, che sarà il più stretto collaboratore di Willy Brandt, sindaco di Berlino e poi Cancelliere federale. Per anni Günter apparirà come l’uomo di fiducia, l’amico, il confidente di Brandt, guarda caso fautore di una politica di apertura verso l’Est (Ostpolitk).

Guillaume era in grado di trasmettere alla STASI notizie di rilevanza politica, strategica e militare. In effetti non solo accompagnava il Cancelliere tedesco a tutte le riunioni internazionali ma addirittura gli preparava la documentazione e i dossier. Così notizie fondamentali sulla sicurezza dell’Europa, sulle finalità della NATO, sui rapporti Usa/Europa finiranno sul tavolo di Markus Wolf. Solo nel 1974 Guillaume sarà scoperto. Scoppierà lo scandalo, e farà rumore.

Brandt sarà costretto alle dimissioni: sapeva o non sapeva chi era davvero il suo amico Guillaume? Si serviva di lui per la sua Ostpolitik o era semplicemente venuto meno alle più elementari regole di sicurezza? Nel 1983 Wolf lascia l’incarico e si ritrova tra gli avversari di Honecker, l’ultimo presidente della Germania democratica. Mischa, infatti, dichiara apertamente di appoggiare le politiche di trasparenza e di riforme di Gorbaciov. Si sta forse preparando a uno spettacolare riciclaggio in un nuovo regime? La riunificazione delle due Germanie non gliene darà la possibilità.

Uscito di scena si guadagnerà da vivere tenendo conferenze e scriverà un libro sulla cucina russa

Si rifugia allora prima a Mosca, dove era cresciuto, e poi in Austria. Infine, alla caduta dell’Unione Sovietica nel 1991, si arrende alla giustizia tedesca.

Nel 1993 il tribunale di Dusseldorf lo condanna a sei anni di reclusione con l’accusa di tradimento; non sconterà la pena perché la Corte costituzionale tedesca annullerà tutti procedimenti avviati contro centinaia di agenti degli ex-Servizi segreti della RDT, probabilmente nell’intento di favorire la riappacificazione nazionale e di non esasperare la contrapposizione tra tedeschi nel corso di processi in cui sarebbero state rivelate pagine scomode. Nel 1997 tuttavia è condannato a due anni di reclusione, con la condizionale, perché ritenuto responsabile di alcuni sequestri di persona durante la guerra fredda.

Dopo la sua ‘messa a riposo’, Mischa si guadagnerà da vivere tenendo conferenze sullo spionaggio e scrivendo, oltre alle proprie memorie, persino un libro sulla cucina russa. Riceverà e si confronterà spesso ex colleghi dei Servizi segreti occidentali per scambi di vedute su un mondo oramai tramontato.

A loro diceva di credere sempre negli ideali del socialismo e denunciava la “giustizia dei vinti” che aveva voluto fare di lui il simbolo del male, mentre in realtà avrebbe fatto solo il proprio dovere al servizio di uno Stato sovrano.

Muore a 83 anni, il 9 novembre 2006, nel diciassettesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino. Se ne va in silenzio, senza avere mai svelato i suoi impenetrabili segreti.

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