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Multe con il trucco, i Comuni hanno bisogno di fare cassa ai danni dei cittadini

I Comuni, pur di far cassa, sono pronti a tutto: dall’avviso nascosto agli autovelox infedeli. Per i cittadini è un calvario: ecco come evitarlo.

 

I Comuni stanno dalla parte dei cittadini. O almeno, così dovrebbe essere. Invece fare cassa è sempre stata una priorità, anche se ad essere imbrogliati e tartassati sono gli onesti. Questa volta a finire sotto accusa sono le multe “triplicate”, quelle imposte ai guidatori per eccesso di velocità ma arrivate in duplice copia, oppure quelle aumentate a dismisura poiché chi le riceve ignora una clausola, scritta nel retro a caratteri invisibili. A raccontare al Corriere della Sera la sua esperienza, è proprio una vittima dello Stato. 

La vicenda – Un automobilita che riceve una multa di 37 euro per aver superato di 3 km/h il limite di velocità. E fin qui, tutto normale, il cittadino paga senza fiatare. Se non fosse che tre giorni dopo gli arriva la stessa multa: stesso orario, stessa infrazione, ma corsia di percorrenza opposta. A quel punto iniziano i dubbi. Non è che qualcuno abbia preso un campione di veicoli a caso, applicando le multe pur di riscuotere denaro? Così il guidatore si rivolge al giudice di pace, che stabilisce l’udienza. Il cui costo totale, tra andata e ritorno, giornata di lavoro persa eccetera supererebbe di gran lunga quello della multa.

La truffa dei “semaforini” –  Intanto i truffati dal Comune aspettano la sentenza di Segrate (Milano), quella che riguarda i “furbetti del semaforino”, che taroccavano i tempi di attesa agli incroci per poter subissare gli inonsapevoli piloti della strada. Il semaforo tarato per le cosiddette “truffe a grappolo”, che ha portato gli incassi del comune da 700mila a 2 milioni e quattrocentomila euro. I vigili, dal canto loro, fanno spallucce: loro eseguono gli ordini dall’alto e le direttive sulle multe sono diventate politiche. La requisitoria del pm Alfredo Robledo va avanti: non resta che aspettare se politici, funzionari e imprenditori saranno infine puniti per quello che sembra diventata un’abitudine: fare cassa. 

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