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Il decreto Minniti è legge: nuove norme di contrasto all’immigrazione illegale

Come riporta un comunicato del Ministero dell’Interno, il decreto Minniti è stato convertito in legge. L’approvazione definitiva è arrivata questa mattina da parte della Camera dei Deputati. Ecco tutte le novità in materia di contrasto all’immigrazione illegale.

Decreto minniti legge immigrazione illegale
Marco Minniti, attuale Ministro dell’Interno. Il decreto che promuove nuove norme contro l’immigrazione illegale porta il suo nome

Con l’approvazione definitiva, questa mattina, da parte dell’aula della Camera dei Deputati, del disegno di legge già approvato dal Senato, è stato convertito in legge con modificazioni il decreto Minniti (decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13), che contiene:

“Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale”.

L’atto, approvato con 240 voti a favore, 176 contrari e 12 astensioni, introduce una serie di misure, tra le quali:

– semplificazione e accelerazione dei tempi delle procedure relative alla richiesta di protezione internazionale, anche attraverso l’abolizione del secondo grado di giudizio in caso di rigetto dell’istanza, ferma la possibilità di ricorso in Cassazione, e il potenziamento delle strutture giudiziarie con l’istituzione, presso i tribunali, di 26 sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea (Ue);

– l’assunzione da parte del ministero dell’Interno di 250 unità di personale altamente qualificato da destinare alle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale;

– i richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza o nel circuito della rete Sprar sono iscritti all’anagrafe della popolazione residente; possono svolgere volontariamente, a titolo gratuito, attività di utilità sociale a favore della collettività locale nel quadro delle normative vigenti;

identificazione nei “punti di crisi” all’interno delle strutture di prima accoglienza dei cittadini stranieri soccorsi durante operazioni di salvataggio in mare o rintracciati come irregolari in caso di attraversamento della frontiera, con contestuale informazione su protezione internazionale, ricollocazione in altri Stati Ue e possibilità di rimpatrio volontario assistito. Previsto il trattenimento in caso di “rifiuto reiterato” di sottoporsi all’identificazione;

– i centri di identificazione ed espulsione diventano centri di permanenza per i rimpatri, in tutto il territorio nazionale, monitorati quotidianamente, con accesso libero per gli stessi soggetti ammessi a visitare le carceri;

– contrasto all’immigrazione illegale anche attraverso un Sistema Informativo Automatizzato (Sia) monitorato dal dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero, interconnesso con altri sistemi informativi tra i quali il Sistema informativo Schengen;

– rito abbreviato nei giudizi sui provvedimenti di espulsione di cittadini stranieri per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato e per motivi di prevenzione del terrorismo;

rimpatri con iter più veloci puntando sulla cooperazione con i paesi di provenienza attraverso accordi bilaterali.

Le disposizioni non si applicano ai minori stranieri non accompagnati, per i quali è stata approvata di recente in via definitiva dalla Camera la normativa che introduce in linea generale il principio di specificità delle strutture di accoglienza riservate ai minorenni.

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