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L’onorevole peggiore? È Giulio Tremonti: i dati di Openpolis lo inchiodano

Riesce a far peggio persino di Silvio Berlusconi, che in Parlamento non lo vedono neanche con il binocolo. Eppure l’ex Ministro (disastroso) dell’Economia risulta, secondo i dati che abbiamo rilevato da Openpolis, l’Onorevole più scadente dell’attuale legislatura.

 

L’indice di produttività della diciassettesima legislatura non è stato ancora calcolato. L’associazione culturale Open polis potrebbe introdurre nuovi parametri.

Al Senato però non è difficile capire chi è il politico peggiore. Basta fare un controllo incrociato tra i dati relativi alle assenze, ai voti ribelli e alla presentazione di disegni di legge. Il nome è di un cosiddetto “pesce grosso”. Si tratta del ministro per l’economia dell’ultimo governo Berlusconi: il senatore Giulio Tremonti. Colui che ha portato l’Italia ai massimi livelli di spread rendendo necessario l’intervento del governo di Mario Monti.

VOTI RIBELLI – Ufficialmente il senatore più ribelle è Aldo Di Biagio di Scelta Civica con 77 voti. Tremonti lo segue a quota 45. Andando però a valutare il dato in senso relativo è proprio l’ex ministro quello che ha più “tradito” le direttive del Gruppo di Autonomia Locale di cui fa parte. Dopo essere stato eletto con la Lega Nord approdando tra i maroniani solo in seguito all’abbandono del Pdl nel quale aveva militato durante il Governo Berlusconi.

Di Biagio ha votato 77 volte contro il suo partito su 242 presenze. Quindi poco meno di una volta su tre. Non è lo stesso per Giulio Tremonti che invece vota diversamente dal suo gruppo di appartenenza 45 volte su 76 presenze. Quindi più di una volta su due.  L’incidenza del voto ribelle è quindi superiore a quella del collega montiano. Come è superiore anche a quella del terzo classificato, il senatore Paolo Naccarato che arriva a quota 41 ma risulta presente a 333 votazioni.

Se ha votato contro il 59% delle volte che si è recato in aula il rapporto tra le assenze e i voti non lascia dubbi.

LE ASSENZE – Ancora una volta un secondo posto che vale primo. Giulio Tremonti nella speciale classifica dei senatori che hanno espresso voti ribelli fa segnare il 22,16% delle presenze.  Peggio di lui in senso assoluto soltanto un altro montiano: Antonio De Poli di Scelta Civica che si è presentato in aula 64 volte contro le 76 di Tremonti.

Con l’unica differenza che il montiano tuttofare (il più attivo tra i senatori di Scelta Civica con 78 disegni di legge all’attivo come primo firmatario e 4 come cofirmatario) ha votato contro il suo partito solo 4 volte su 64  con una percentuale del 6,24%. E le sue mancate presenze in aula non sono da conteggiare come assenze per le quali raggiunge un 4,08% ma come missioni con un 77,26%.

Tutti numeri che descrivono una sola realtà: Giulio Tremonti nella speciale classifica oltre ad essere il più ribelle è anche quello che si presenta di meno nelle aule di Palazzo Madama. Per arrivare a Silvio Berlusconi e Niccolò Ghedini ci vuole ancora molto impegno ma gli incroci che lo caratterizzano sono davvero come un cocktail micidiale.

I DISEGNI DI LEGGE – Giulio Tremonti è primo firmatario di soli due disegni di legge e cofirmatario di tre mozioni. Entrambi quelli che ha presentato sono ancora da assegnare in commissione. Si tratta dell’impignorabilità delle casa di abitazione non di lusso e del luogo di lavoro e della delega al Governo per la riforma dell’ordinamento bancario mediante la separazione tra credito produttivo e attività finanziaria speculativa.

Tutto il resto, come avrebbe detto il compianto Franco Califano è noia. Peggio di lui da questo punto di vista ce ne sono. Prendendo però in considerazione tutte le componenti possiamo davvero definire l’ex ministro Giulio Tremonti come il peggior senatore della diciassettesima legislatura. Almeno fino ad ora visto che di tempo per recuperare ne ha ancora. 

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