Il paese è in macerie ma si pensa al finanziamento pubblico ai partiti. Via libera al decreto

Via libera al decreto sul finanziamento pubblico ai partiti. I voti a favore sono stati 171, 55 quelli contrari. Il provvedimento passa ora alla Camera.

 

Il Senato ha approvato il decreto sul finanziamento pubblico ai partiti con 171 voti a favore, 55 contrari e un astenuto. Schierati per il via libera del decreto il Pd, Scelta Civica, il Nuovo centrodestra, Lega Nord e Forza Italia. Hanno votato no, invece, Sinistra e Libertà, Movimento 5 Stelle e Grandi Autonomie e Libertà. Il provvedimento ora passa all’esame della Camera per l’approvazione definitiva. Stretti i tempi del decreto che dovrà essere convertito entro il 26 febbraio.

Al Senato vi è stata una protesta dei parlamentari del Movimento 5 Stelle che, poco prima del voto, hanno esposto in Aula dei cartelli con la scritta “No alla legge truffa”. I commessi di Palazzo Madama hanno poi provveduto a rimuoverli. 

Il ministro delle Riforme Gaetano Quaglierello si è detto soddisfatto dell’ok ma ha anche commentato rammaricato: “Peccato che l’abolizione del rimborso non parta dal 2014”.

Il ministro ha ricordato come il governo avesse presentato al Parlamento il disegno di legge già nel maggio dello scorso anno, e poi a dicembre avesse adottato un decreto per accelerare la soluzione legislativa.

Il finanziamento (91 milioni nel 2012) sarà decurtato negli anni: -25% nel 2014, -50% nel 2015 e -75% nel 2016 per poi essere azzerato l’anno successivo.

Nel testo è stata tolta l’esenzione per i partiti al pagamento dell’Imu per le sedi, sono state cancellate le agevolazioni per le scuole di formazione politica e il tetto per le donazioni private è sceso da 300mila a 100mila euro.

Via libera anche all’istituzione della cassa integrazione per i dipendenti dei partiti che perdono il posto.

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