IL TRAFFICO DELL’ORO ROSSO/ Operai senza lavoro, loschi faccendieri e un Ministero che finanzia il privato d’Oriente

Perché il Ministero delle Politiche Agricole finanzierebbe una società privata, in parte orientale, sminuendo il ruolo del pubblico? E soprattutto, è solo un caso la provenienza asiatica della suddetta azienda oppure è in qualche modo legata ai traffici per cui lo stesso Antonio Russo è stato condannato? Ricordiamo che il provvedimento che ha colpito il più noto industriale conserviero italiano riporta l’accusa di falsificazione di marchi. E a pagarne le conseguenze, come al solito, saranno gli operai.

di Alessandro Corroppoli Twitter.com/AlexCorroppoli 

Il 29 ottobre 2010 a Salerno un blitz dei carabinieri presso il porto commerciale ha permesso di bloccare 18 container diretti verso gli Stati Uniti d’America che contenevano falsi pelati San Marzano. 

Masi riuscì a dimostrare le differenze tra un vero concentrato di pomodoro italiano ed uno importato. Infatti quello sequestrato, proveniente dalla Cina, viene diluito e ri-sterilizzato per poi essere inscatolato e messo sul mercato come doppio concentrato, quando invece era ed è triplo, ed etichettato come made in Italy. I difensori di Russo sostennero che sì il prodotto era importato dalla Cina ma che la trasformazione avveniva totalmente nel nostro Bel Paese. Ma anche qui furono sconfessati perché il professor Masi riuscì a dimostrare come in Italia il prodotto, praticamente, arrivasse già finito e le uniche operazioni effettuate erano solo per ristabiliazzare il prodotto che come detto veniva diluito ma l’aumento termico dell’operazione peggiorava ancor di più il prodotto stesso rendendolo scadente.

In tutto questo ovviamente il Molise funge da spettatore inerme della propria sorte. Pomolì, l’opificio basso molisano, è caduto in disgrazia fin da subito. Ad oggi non è dato sapere, stando alle parole degli imprenditori agricoli locali, se sia in grado di approntare e affrontare la stagione 2012 da protagonista oppure no. Molti sono i dubbi poche le certezze.

Quindi il rischio per questo 2012 è che si possa ripetere, anche alla luce di questi nuovi avvenimenti, la tragica annata del 2010 dove il pomodoro venne svenduto sottocosto dagli imprenditori senza che nessuno potesse intervenire per invertire la rotta, pardon il passato!

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