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Il ROS dei Carabinieri cattura Santo Vottari, primula rossa della ‘Ndrangheta

Il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri ha catturato nelle prime ore del mattino Santo Vottari, primula rossa della ‘Ndrangheta, latitante da circa 10 anni. Era uno dei boss più ricercati d’Italia, capoclan dei Vottari, la cosca calabrese protagonista della tristemente famosa faida di San Luca fra i Pelle-Vottari e i Nirta Strangio, culminata nella strage di Duisburg del ferragosto 2007. Ecco dove si nascondeva e come lo hanno beccato.

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Carabiniere del ROS entra nel bunker dove si nascondeva Santo Vottari

Molto probabilmente non è un caso che l’arresto eccellente di Santo Vottari sia stato effettuato il giorno dopo l’imponente manifestazione antimafia di Libera svoltasi ieri a Locri, ad appena 20 chilometri dal bunker in cui si nascondeva il latitante calabrese.

Infatti Vottari è stato catturato in contrada Ricciolino di Benestare, nella strada che conduce al comune aspro montano di San Luca.

Quel triangolo di terra, dove la densità mafiose è tra le più alte d’Italia, è uno dei nascondigli preferiti dagli ‘ndranghetisti. Ciononostante, il ROS dei Carabinieri è riuscito a sfruttare la confusione creata dalla manifestazione per sferrare un colpo durissimo al clan Pelle-Vottari.

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Il triangolo San Luca – Benestare – Locri

LA FAIDA DI SAN LUCA

Due famiglie, l’una contro l’altra armata: i Pelle-Vottari contro i Nirta Strangio. Una rivalità storica, violenta e ricca di episodi drammatici, in cui Santo Vottari ha giocato un ruolo di primissimo piano.

Come riferiscono dalla redazione calabrese di Cn24:

“Sebbene sia stato assolto dall’accusa di omicidio, Vottari è sempre stato considerato dagli inquirenti uno dei responsabili della “strage di Natale”, avvenuta il 25 dicembre del 2006. Nell’agguato, ritenuto uno dei più feroci della faida, morì sotto una raffica di kalashnikov Maria Strangio, di 33 anni, sorella di Sebastiano Strangio e moglie di Giovanni Nirta, considerato uno dei capi dell’omonima cosca, e vero obbiettivo dell’agguato. Insieme alla donna rimasero feriti anche il figlio della donna, un bimbo di soli 5 anni, Francesco Colorisi, 23 anni, Francesco Nirta, 32 anni.”

IL BUNKER DI SANTO VOTTARI

Il latitante si nascondeva in un bunker ricavato all’interno di un anonimo appartamento. Come riferisce Repubblica:

“All’interno i carabinieri del Reparto operativo avevano in passato già rinvenuto quattro bunker. Una circostanza che il clan ha tentato di sfruttare a proprio vantaggio. All’interno di quello realizzato nel seminterrato è stato ricavato un altro bunker, cui si accedeva da una botola, sapientemente nascosta dai muratori dei clan. Ma non abbastanza. Quando i carabinieri l’hanno aperta, il latitante, quasi rassegnato, si è fatto ammanettare senza opporre resistenza”.

Come si vede in queste immagini, Santo Vottari viene portato via dagli agenti senza alcuna difficoltà.

Scomposte invece le reazioni della famiglia: il figlio avrebbe aggredito una troupe della Rai, tentando di danneggiare la telecamera e insultando pesantemente l’operatrice. Su TGR Calabria trovate il servizio completo, con il video girato all’interno del bunker.

Ancora una volta complimenti al ROS Carabinieri, che dimostra sul campo – e non a chiacchiere – la sua efficacia operativa.

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