Dal bunga bunga ai video hard. Tutta la verità sulla scissione del Pdl

 

E se il famoso “quid” Alfano lo avesse dimostrato, sbattendo il portone di via del Plebiscito e lasciando solo con Dudù e la Pascale Berlusconi (il leader a cui don Angelino deve la sua rapida ascesa politica) dopo esser venuto a conoscenza del tentativo di Valterino Lavitola di ricattare il Cavaliere con filmati contenenti le immagini hard dell’attempato allora premier gagliardamente “impegnato” con giovani e attraenti prostitute a Panama e in Brasile?

 

Solo il giovane ministro di Agrigento potrebbe rispondere, con franchezza, a questa domanda. Gliela poniamo : Da ministro dell’Interno in carica, on. Alfano, lei ha preferito rompere, definitivamente, con il Dottore di Arcore per non restare invischiato in un tutt’altro che limpido affaire?

Come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

E molti ricorderanno lo sconcerto e la sorpresa di politici e osservatori per l’improvviso addio a B.- quasi come il tuffo in alto mare, con la nave alla deriva, dei naufraghi alla ricerca di un approdo sicuro-oltre che di Alfano, di personaggi come i vecchi Cicchitto, Colucci e Formigoni e le giovani De Girolamo e Lorenzin, tutti quasi più berlusconiani di Silvio.

Non sarebbe la prima volta che, nell’Italia delle trame e degli intrighi,  controverse e “strane” decisioni politiche potrebbero essere meglio comprese e interpretate alla luce di vicende torbide e inquietanti come il ricatto con pornovideo, pur smentiti dall’avv. Niccolò Ghedini.

E poi quante copie di tali filmati a luce rossa sarebbero in circolazione, oltre a quelli in possesso del giornalista campano, ex craxiano, già  direttore dell”Avanti !”, e di Mauro Velocci, il collaboratore dell’imprenditore Capriotti, che ha parlato ai magistrati di Napoli  di questi imbarazzanti, presunti, of course, video hard?

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