I colpevoli dei crolli a L’Aquila nel 2009? Tutti prescritti: vittime umiliate ancora

Foto scuola Amatrice crollata

La scuola di Amatrice, restaurata nel 2012, è crollata nel 2016.

Mentre ad Amatrice è crollata una scuola ristrutturata nel 2012, viene fuori una clamorosa notizia. E riguarda i colpevoli dei crolli a L’Aquila nel 2009: saranno tutti prescritti. Così lo Stato italiano uccide le vittime per la seconda volta.

Cosa resta della scuola di Amatrice, restaurata nel 2012 secondo le norme antisismiche? Basta guardare la foto in apertura per capire che più di qualcosa non va. Che solo la chiusura estiva ha evitato un’altra tragedia come quella di San Giuliano di Puglia, dove persero la vita 27 bambini.

La scuola di San Giuliano di Puglia, crollata il 31 ottobre 2002

La scuola di San Giuliano di Puglia, crollata il 31 ottobre 2002

Come scrive Chiara Ronzani per Radio Popolare, nel cortile della scuola, esattamente davanti alle macerie, un cartello illustra i lavori fatti quattro anni fa:

“Una massiccia opera di ristrutturazione consistente soprattutto nell’adeguamento della vulnerabilità sismica…. La sontuosa opera realizzata in poco più di tre mesi dall’impresa Consorzio Stabile Valori di Roma…Euro 511.297,68 più IVA”.

Chi ha costruito la scuola di Amatrice

Ecco chi ha ristrutturato la scuola di Amatrice…

Stendiamo un velo pietoso sull’impresa costruttrice – chi vuole maggiori info può leggere l’inchiesta di Sudpress – e concentriamoci su un altro aspetto. Legato all’efficienza (o meno) di uno Stato che non solo non protegge i suoi cittadini, lasciando che gli appalti finiscano in mano ad aziende sospette, ma li umilia negando loro giustizia.

Chi vive ad Amatrice, oggi, spera che la giustizia faccia il suo corso. Chi ha visto crollare quella scuola spera che i colpevoli, se ce ne sono, di lavori effettuati male vengano perseguiti.

IL PRECEDENTE DELL’AQUILA: TUTTI PRESCRITTI

Palazzo del Governo crollato a L'Aquila

Palazzo del Governo crollato a L’Aquila

Purtroppo, però, c’è un precedente inquietante che non lascia ben sperare. E lo rivela Andrea Cinquegrani per La Voce delle Voci.

“Mentre sono fumanti le macerie di Amatrice e delle aree massacrate dal terremoto, a L’Aquila i Signori delle Catastrofi stappano lo champagne. È fissata per il 6 ottobre, infatti, la fatidica data per la prescrizione salvatutti. La ormai consueta – e super praticata – prassi della giustizia di casa nostra, che uccide per una seconda volta le vittime, calpesta la memoria, fa a brandelli quel po’ che resta di senso delle Stato. E allo stesso tempo fa brindare, appunto, chi specula e costruisce le sue fortune su morti e disgrazie altrui. Cin cin.”

Il tribunale lumaca dell’Aquila, infatti, registra in dibattimento 19 processi, relativi a 19 crolli di quel tragico 6 aprile 2009 che causò 309 vittime e distrusse intere comunità.

Come fa notare un avvocato abruzzese, che ha scelto l’anonimato per ovvie ragioni:

“In dibattimento significa che ben pochi, praticamente nessuno, per ottobre raggiungeranno una sentenza che è poi di primo grado. Quindi totale colpo di spugna per i ‘presunti’ colpevoli. Se poi qualcuno non dovesse farcela, già con l’appello finisce tutto in gloria e la Cassazione diventa un passatempo. Sembra davvero un meccanismo scientifico. Costruito apposta per negare giustizia e dare un passaporto di totale impunità per chi commette reati. E anche, visto l’andazzo, per chi ha intenzione di commetterne nel presente e in futuro. Può tranquillamente rischiare quel pochissimo perché ha dalla sua i tempi di questa giustizia ormai non più tale. A questo punto, le pochissime sentenze andate in porto, come ad esempio quella per i 4 tecnici coinvolti nella tragedia della Casa dello studente crollata, non fanno certo primavera…”.

L’ALLARME INASCOLTATO

Cinquegrani ricorda che a suonare un timido campanello d’allarme, il 31 gennaio 2016, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, ci aveva pensato Romolo Como, Avvocato Generale presso la Corte d’Appello dell’Aquila e Procuratore Generale facente funzione:

Romolo Como

Romolo Como

Non sono ad oggi definitive le sentenze che hanno trattato profili di colpa professionale per la costruzione, manutenzione e controllo degli edifici crollati. Mi auguro che non vi siano ritardi per non dover arrivare alla prescrizione”.

Immaginate che la procura aquilana abbia mai iniziato una vera e propria inchiesta sui reali motivi dei crolli prima, e sugli affari del post sisma poi, ben conditi da faccendieri e camorra, come il clan dei Casalesi? Nessuna notizia. Solo buchi nell’acqua. Flop. O finte indagini.

Un altro legale molisano commenta:

“Sono stati aperti almeno 200 fascicoli giudiziari all’epoca del procuratore capo Alfredo Rossini. Ma tutti relativi a singoli episodi, senza una contestualizzazione. Singoli episodi che nella gran parte ora finiscono in beata prescrizione, perché sono dovuti a imputazioni di carattere tecnico. E che certamente non superano i 7 anni e mezzo, il limite massimo oltre il quale poi arriva la manina della Provvidenza…”.

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