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ESCLUSIVA/ Alfano choc, immigrati fora di ball. Dagli Interni 5 milioni al fondo per i rimpatri: e la Kyenge lo sa?

Da un lato c’è la foglia di fico Cécile Kyenge, che si arrabatta di qua e di là per promuovere politiche di integrazione sociale, anche attraverso un progetto per i rifugiati. Dall’altra – ed è questa la notizia esclusiva che Infiltrato.it è riuscito a scovare – c’è il ministro degli Interni Angelino Alfano che, il 2 agosto, quando tutta la stampa era concentrata sulla condanna di Berlusconi, ha pensato bene di stanziare ulteriori risorse per il fondo per i rimpatri. Tradotto in parole povere: gli immigrati devono andare fuori dai coglioni. Ma la Kyenge cosa pensa di questa iniziativa di Alfano? E come fa a stare al governo con persone così?

 

Ci ha pensato il Ministero degli Interni a emanare il provvedimento choc. Quello che pensava rimanesse fuori dall’attenzione mediatica. Nel mezzo della calura agostana e post sentenza Berlusconi, il delfino Angelino Alfano ha stanziato ulteriori risorse per il fondo europeo per i rimpatri a valere per l’annualità 2013. Il denaro è destinato a progetti di rimpatrio volontario assistito e reintegrazione, nonché per la sperimentazione di percorsi per il rientro volontario di determinate categorie di immigrati. Un modo per indorare la pillola e spedire gli immigrati “fora di ball”, secondo il motto degli amici leghisti.

Come è possibile vedere nel bando di gara, il fondo messo a disposizione dal ministro Angelino Alfano è pari a 5.039.373,66 euro.

Perché agire durante i giorni della condanna di Berlusconi? Ovvio: si tratta di un provvedimento impopolare che cozza con i principi del Governo Letta. Il quale, se da un lato permette ad Alfano di proseguire nel solco tracciato da Amato nel 2008, dall’altro nomina tra i suoi ministri Cécile Kyenge, che – immaginiamo – sarà all’oscuro di questa triste vicenda.

Tanto è vero che la stessa Kyenge opera in maniera diametralmente opposta a quella di Alfano. Il 31 luglio, infatti, appena 2 giorni prima dell’operazione “fora di ball”, il sito del Ministero dell’Integrazione pubblicava l’elenco dei progetti ammessi ad ottenere denaro del fondo europeo dei rifugiati: 6 progetti giudicati validi per un valore economico totale di 2.399.403,8 euro.

Ma torniamo a bomba, cioè all’operazione “fora di ball” promossa da Alfano.

L’iniziativa, ora rafforzata dal ministero degli Interni, come dicevamo è partita nel 2008 quando era ministro Giuliano Amato, passando poi attraverso le sapienti mani di Roberto Maroni e Anna Maria Cancellieri.

Gli obiettivi annunciati allora erano: introdurre una gestione integrata dei rimpatri e migliorarne l’organizzazione e l’attuazione da parte degli Stati membri; rafforzare la cooperazione tra Stati membri nel quadro della gestione integrata dei rimpatri e della loro attuazione; promuovere un’applicazione efficace e uniforme delle norme comuni concernenti il rimpatrio, conformemente all’evoluzione della politica condotta in tale settore; predisporre un’ampia gamma di misure per incoraggiare programmi di rimpatrio volontario dei cittadini di paesi terzi e, se necessario, operazioni di rimpatrio forzato per tali persone, nel pieno rispetto dei principi umanitari e della loro dignità.

Un fondo che dal 2008 ad oggi aveva stanziato 68 milioni di euro così suddivisi: per il 2008 euro 5.867.478,36; per il 2009 6.029.379,74; per il 2010 6.769.510,00; per il 2011 6.921.174,29; per il 2012 9.066.985,00; per il 2013 9.155.187,00.

Come è possibile vedere la quota del 2013 era già più alta di quella degli altri anni. L’ulteriore tranche aggiuntiva fa aumentare la somma destinata al programma a quota 14.194.591 euro. Più del 2008 e 2009 messi insieme.

Il programma, mascherato dall’inserimento della Kyenge nella squadra di governo di Enrico Letta, mira a eliminare dal territorio italiano gli immigrati più scomodi. E, alla faccia dell’integrazione, lo fa quando tutta Italia è impegnata a guardare altrove.  

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