“È inaccettabile”. Queste sarebbero state le parole del premier Mario Monti dopo che, lo scorso venerdì, cinque Paesi dell’Unione Europea hanno bloccato i 670 milioni di euro destinati alle aree terremotate italiane. L’Europa d’altronde, da buon esattore, pensa a noi soltanto quando c’è da pagare. Peccato, però, che mentre il premier si lamenta, non un solo quattrino è ancora stato versato ai terremotati da parte dello Stato: mancato rifinanziamento del fondo per l’emergenza, soldi dei rimborsi ancora fermi perché bisogna approvare il decreto, donazioni tramite sms bloccati per via di un cavillo. Il risultato è che i terremotati, per ora, hanno ricevuto solo tante promesse. E, come se non bastasse, si ritrovano già a pagare nuovamente le tasse. E per chi è in disaccordo, via ai prelievi coatti dalle buste paghe.