“I Carabinieri sono con il popolo”. Lettera aperta di un Generale

Il Generale dell’Arma Antonio Pappalardo

Pubblichiamo una lettera aperta del generale dell’Arma Antonio Pappalardo.

Qualcuno si è meravigliato che i Carabinieri, all’invito dei manifestanti, si siano tolti il casco, durante la loro protesta a Genova.

Ahimé, la gente non sa che se qualcuno in Italia ha iniziato una rivoluzione, quelli sono stati proprio i Militari che, negli anni ’70 hanno sfilato in uniforme per ottenere dignità, libertà di pensiero e democrazia nelle loro caserme.

Ahimé, la gente non sa, che negli anni ’80 i Militari, e primi fra loro i Carabinieri, hanno manifestato la loro indignazione contro il regime politico e contro taluni loro vertici, a loro asserviti, che sottoponevano loro e le loro famiglie a umiliazioni indicibili.

Ahimé, la gente non sa, che nel 1992 i Militari hanno formato un loro partito, che ha fatto tremare il potere, che ha cercato in ogni modo di boicottare.

Ahimé, la gente non sa, che alla fine degli anni ’90 i Militari hanno stilato un documento “Sullo stato del morale e del benessere dei Cittadini”, in cui dicevano testualmente: “Disoccupazione, insicurezza pubblica, criminalità mafiosa e terroristica, corruzione e faziosità politica, disinteresse per i problemi della collettività, distruzione dell’ambiente, scardinamento di ogni valore morale, dittatura sul popolo che deve subire scelte di ogni genere, possibilmente sorridendo. Ecco i grandi mali dello Stato e della società, ai quali non si è inteso porre rimedio, in quanto ben altri erano gli scopi della classe politica, uscita da una guerra iniziata e perduta malamente, che ha pensato unicamente di salvare i propri contesti politici senza badare all’interesse generale del Paese, abbandonato all’attenzione e alle scelte strategiche delle due Potenze mondiali che dominavano i nostri maggiori partiti politici”.

Il regista Monicelli, intervistato su questo documento, ritenuto golpista da D’Alema e company, ha dichiarato che quello che vi era scritto era pura verità.
I fautori di questo documento sono stati traditi, perché alcuni vertici dell’Arma si sono venduti al potere politico, così ritardando una rivoluzione pacifica, che è ormai nelle cose.
Oggi tutta l’Italia sta fremendo, sotto i colpi dei cittadini, che sono stanchi di subire vessazioni e ruberie da parte di un potere di corrotti e incapaci, che ogni giorno calpestano la Costituzione e rimangono impuniti, a causa di una magistratura che non vuole indagare come si è giunti dopo 8 anni a dichiarare anticostituzionale una legge elettorale il “porcellum”, che è nata anticostituzionale, con le massime istituzioni della Repubblica che guardavano dall’altra parte.
Già cominciano a minacciare: il Garante degli scioperi e il Ministro degli Interni urlano: “Tolleranza zero”.

Veramente dovrebbero essere i cittadini a urlare “tolleranza zero” ad un potere che da troppo tempo deve fare le valigie, perché non fa le riforme e non ha progetti per far rinascere l’Italia.
Ma se la magistratura sta a guardare, non altrettanto fanno carabinieri e poliziotti che, per ora si sono tolti i caschi in segno di solidarietà nei confronti dei manifestanti.
Il terreno sta cominciando a scricchiolare sotto i piedi di queste facce di bronzo che da troppo tempo hanno preso in giro il popolo italiano.

I manifestanti stiano in allerta. Non debbono abbandonarsi alla violenza, non debbono sfiorare con un dito carabinieri e poliziotti.
Se ciò accadesse, sarebbe la catastrofe!
I politici vogliono proprio questo, fare in modo che si scateni la gazzarra e così, con le TV vendute che filmano ciò che serve al potere, si da una falsa immagine della protesta.

Bisogna far giungere a tutti un messaggio inequivocabile:
“I FUORILEGGE SONO LORO, CHE HANNO VIOLATO LA COSTITUZIONE”.
I Cittadini sono nel pieno della legalità perché cercano di riportare ordine e sicurezza in uno Stato ormai allo sfacelo.
I Carabinieri lo hanno capito e si sono tolti i casco.
E i manifestanti li hanno applauditi.
W I CARABINIERI DEL POPOLO!

Generale Antonio Pappalardo”

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