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Sicilia, taglio province una bufala? Legge di 25 anni fa, incostituzionalità, demagogia. E tanti debiti

Siamo sicuri che la norma approvata da Rosario Crocetta – con l’ausilio dei Cinque Stelle – sull’abolizione delle province siciliane sia positiva? È l’Urps (Unione Regionale delle Province Italiane) a manifestare pesanti perplessità a riguardo. A cominciare dal fatto che questa altro non è che una legge-copia di una già esistente del 1986 e mai applicata. Il rischio, poi, è che la democrazia vada in fumo: a capo dei consorzi che si creeranno ci saranno presidenti eletti non più dai cittadini (che saranno tagliati fuori) ma solo da sindaci dei comuni interessati. Senza dimenticare, peraltro, che il taglio (al momento) è solo sulla carta: manca il decreto attuativo e non scontato che questo venga preso siccome non sono poche, come vedremo, le ombre di incostituzionalità sul provvedimento. Infine, ultima domanda: siamo sicuri ci sarà effettivamente un risparmio? La relazione tecnica dice sì. La passata esperienza dei consorzi in Sicilia dice no: 900 milioni di debito.

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