Il prefetto in pensione Giuseppe Procaccini, 64 anni, capro espiatorio dell’affaire Shalabayeva, siede a un tavolo d’angolo del Caffé delle Arti, nella Galleria di arte moderna di Villa Borghese. «Ora ho finalmente il tempo per le mostre», sorride. Cita Cicerone («A me interessa più la mia coscienza di ciò che la gente dice di me»), il retore ateniese Isocrate, san Paolo («Ho combattuto una giusta guerra. Ho terminato la corsa. Ho mantenuto la fede»).