Sicurezza, Difesa e Intelligence

Inchiesta eolico in Molise: semina vento, raccogli guadagni!

Infiltrato.it indaga sull’eolico selvaggio in Molise: la lobby che tutela l’ambiente per fare guadagni sfrenati.

Il Molise, la regione del vento. O, meglio, la regione degli interessi (e dei guadagni) derivanti dallo sfruttamento del vento. E tutto questo senza alcun controllo, col rischio di regalare il territorio molisano alla lobby dell’eolico.

Cosa sta succedendo infatti in Molise? Si sta dando vita ad un “eolico selvaggio”. Ora, sull’utilità o meno dell’energia eolica ci può essere una più che legittima discussione (molti, ad esempio, insistono sul fatto che l’eolico porti ad una maggiore tutela dell’ambiente, in quanto non produrrebbe CO2).

Qui, tuttavia, la questione è un’altra: oggi in Molise ci sono progetti di parchi eolici che porterebbero la regione ad essere “costellata”, considerando anche quelle già presenti, da ben 3030 pale. In pratica una ogni chilometro quadrato. Su 136 comuni, ben 90 sarebbero coinvolti. Insomma, una vera e propria devastazione del territorio molisano.

La questione è cominciata ad essere scottante dopo gli episodi verificatisi la notte del 7 agosto: due automezzi di una ditta, che erano posizionati a Guardiaregia, sono stati incendiati. Un atto intimidatorio, su cui si spera che la Magistratura riesca a far chiarezza perché “è evidente che il Molise – sottolinea Michele Petraroianon è abituato ad appiccare i camion nottetempo, sono soggetti esterni al nostro territorio che vogliono conquistare questa terra per i loro affari”.

Ed infatti lo stesso consigliere regionale del Pd, proprio dopo l’episodio del 7 agosto, ha scritto una lettera al nuovo Prefetto di Campobasso Stefano Trotta: “Considerato che per ogni torre è assicurato un guadagno netto annuo che oscilla tra 600mila e un milione di euro, se ne deduce che per ogni anno sono in ballo profitti netti per circa 4 miliardi di euro”. Il rischio, sottolineato dallo stesso Petraroia, è che un così ingente guadagno potrebbe far gola a molti, soprattutto se si tiene conto di due aspetti: innanzitutto molte delle imprese incaricate per i lavori sono provenienti dalla Campania (alcune di queste, poi, contano pochissimi addetti); e, in secondo luogo, bisogna tener presente che in Campania diverse aziende in odor di mafia fanno affari con l’eolico. Insomma, il dubbio di possibili infiltrazioni mafiose è più che legittimo.

Tant’è che lo stesso Prefetto Trotta, appena insediato, ha assicurato che “l’argomento sarà oggetto di una prossima riunione di coordinamento delle Forze di Polizia”. D’altronde la magistratura pare stia affrontando la “questione eolico” sotto diversi punti di vista: l’incendio degli automezzi appena ricordato, l’eclatante caso di Ururi con le inspiegabili dimissioni di tutto l’esecutivo comunale, e poi Pietrabbondante, paese nel quale gli operai di una ditta avevano cominciato a lavorare senza i regolari permessi per dare il via al progetto.

E ora scoppia una nuova anomalia connessa all’eolico: sulla mappa di Google Earth sono state inspiegabilmente inserite 16 pale eoliche non ancora costruite (solo da progetto) per la strada provinciale nei pressi di Contrada Crocelle. Ci si chiede chi sia stato a modificare tali mappe (certamente un esperto) e, soprattutto, come mai.

Loading...