La spia della CIA che passava informazioni a Mosca: storia di Aldrich Ames

Quest'articolo è stato scritto dallo storico e saggista Domenico Vecchioni e pubblicato sul sito della Sicurezza Nazionale.

Nato nel Wisconsin, Aldrich Hazen Ames entra giovanissimo alla CIA nel 1962, poco più che ventenne.

Segue le orme del padre che pure era stato agente operativo della ‘Fattoria’ in alcuni paesi dell’Estremo Oriente, in particolare in Birmania. Dopo sette anni di intensa ‘gavetta’, fatta di dure esercitazioni e di intensa formazione, viene inviato in Turchia per la sua prima missione.

Suo compito è quello di cercare di ‘rivoltare’ gli agenti sovietici operanti in quel teatro. Non se la caverà male. Rientrato a Langley, in riconoscimento del lavoro svolto e dell’esperienza acquisita, viene assegnato proprio al Dipartimento anti-sovietico.

Aldrich Ames
Aldrich Ames

Missioni pericolose

In tale veste entra in contatto con importanti informatori sovietici come Alexandr Ogorodnik (funzionario del Ministero degli Esteri) o Arkady Chevtchenko (vice rappresentante dell’URSS all’ONU). La sua attività viene giudicata molto soddisfacente.

Viene quindi inviato in missione in Messico, dove pure dà piena soddisfazione ai suoi superiori. Tornato alla casa madre, ricopre incarichi sempre più significativi: capo della sezione Cecoslovacchia, membro del gruppo incaricato dell’analisi permanente dell’URSS, capo del gruppo di lavoro sul KGB.

Nessuno in quegli anni sospetta niente. Eppure alcuni segni precursori avrebbero dovuto accendere qualche allarme.

In Messico in effetti Aldrich ha conosciuto e sposato una bellissima ed esuberante colombiana, Rosario Casas. La giovane moglie aspira a un lussuoso tenore di vita che certo Ames non può soddisfare soltanto col suo stipendio di agente operativo.

Comincia allora a fare debiti, accumula creditori di vario genere, l’alcol gli annebbia spesso la mente, si ritrova insomma in una situazione molto difficile dalla quale pensa di poter uscire – non volendo perdere la moglie della quale è innamoratissimo – solo avviando un rischioso doppio gioco alla disperata ricerca del denaro che gli manca.

Aldrich Ames con la moglie colombiana
Aldrich Ames con la moglie colombiana

Un ricco doppiogiochista

Con la sua copertura del resto non gli è difficile frequentare l’ambasciata sovietica a Washington, dove però, invece di acquisire notizie per l’Agenzia, comincia a vendere a caro prezzo la preziosa documentazione riservata di cui viene in possesso in ragione delle sue funzioni.

Si dice che le sue informazioni siano state di grandissima utilità per Mosca che sarebbe stata in grado di far fallire un centinaio di operazioni e di mettere fuori uso almeno 30 fonti utilizzate dai servizi segreti occidentali.

Si sospetta in particolare che Ames (nel frattempo diventato un uomo ricco, molto ricco) abbia fornito i nomi di diversi agenti americani attivi nel territorio sovietico; rivelato dettagli sulla localizzazione di tunnel utilizzati dagli americani per spiare elettronicamente le istallazioni satellitari sovietiche; fatto conoscere le caratteristiche della tecnologia americana per controllare il numero delle testate atomiche contenute nei missili intercontinentali sovietici.

Insomma notizie di eccezionale valore per Mosca, che fruttano a Ames – tra diamanti e denaro liquido – circa 4 milioni di dollari. Una spia insomma ben pagata.

Sospetti, accuse e complicità

Nel 1991 la CIA comincia a nutrire seri sospetti di fronte alla inspiegabile scomparsa di suoi agenti, come non si spiega l’elevato train de vie della coppia Ames, poco compatibile con lo stipendio di un agente speciale di appena 60.000 dollari lordi l’anno.

Una casa a Arlington (Virginia) del valore di 500.000 dollari (di allora), una magnifica Jaguar da 60.000 dollari, fatture telefoniche astronomiche per le chiamate di Rosario alla sua famiglia in Colombia, frequentazione di ristoranti di lusso, ecc. La coppia si giustifica evocando una grossa eredità di Rosario ricevuta in Colombia.

C’è comunque qualcosa che non va: Ames viene posto sotto discreta osservazione. Con la scusa di verifiche periodiche di routine, viene anche sottoposto, senza però alcun risultato, all’esame del poligrafo (macchina della verità).

Ames risulta ‘pulito’, l’inchiesta va avanti. Ma, nonostante i sofisticati mezzi a sua disposizione, la CIA finirà per incastrare il doppiogiochista nel modo più banale che si possa immaginare: frugando nella suo cestino dei rifiuti in ufficio.

Un pezzo di carta incredibilmente non distrutto – che errore per una talpa – porta sulle tracce del doppiogiochista Ames che a Caracas doveva incontrare il suo ‘corrispondente russo’. L’FBI, dal canto suo, scopre un conto bancario in Svizzera, intestato proprio a Ames, con ingenti fondi apparentemente non giustificabili.

L’arresto di un traditore

Finalmente, sia pure con colpevole ritardo, il cerchio si stringe attorno al traditore che tanti danni aveva arrecato al Paese.

Aldrich Ames viene arrestato fuori dalla sua casa in Virginia
Aldrich Ames viene arrestato fuori dalla sua casa in Virginia

Arrestato nel 1994 insieme alla moglie, viene rapidamente giudicato. Ames – a causa della morte degli agenti venduti ai sovietici – viene condannato all’ergastolo.

Ha evitato la pena capitale solo perché ha reso piena confessione.

La sua dispendiosa moglie Rosario invece dovrà scontare 5 anni di reclusione per complicità. Nel 1998 il caso è ripreso in un film TV di successo – Aldrich Ames, Traitor within, con Timothy Hutton.

Ames è attualmente recluso nel Federal Correctional Institute di Allenwood in Pennsylvania.

Non ci sono state per lui le emozioni e le commozioni del caso dei coniugi Rosenberg. L’Unione Sovietica del resto al momento dell’arresto non esisteva più, le motivazioni del tradimento non erano state ideologiche, ma solo venali.

Eventuali strumentalizzazioni politiche sarebbero state incomprensibili.

Ames in definitiva ha rischiato e ha perso. Tutto qui.

fonte Sicurezza Nazionale
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