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Genio In 21 Giorni: Le Recensioni Sulle Facoltà Universitarie [Report 2021]

Genio in 21 giorni informa sulle recensioni delle università italiane: quali sono le migliori e come riuscire ad avere un metodo di studio adatto a quelle richieste.

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Sono diverse le classifiche che valutano il livello delle università mondiali. E diverse classifiche presuppongono diversi criteri di scelta: numero di iscritti, numero di laureati, livello di soddisfazione degli studenti, percentuale di impiego a tot anni dalla laurea, pubblicazioni dei docenti, reputazione, ecc. Detto ciò, è difficile stilare un’unica classifica globale che indichi qual è la migliore università in assoluto, sebbene ce ne siano alcune che figurano sempre tra i primi posti, nonostante i tagli all’istruzione degli anni passati.

D’altra parte, si deve considerare che, nella scelta della carriera universitaria, entrano in gioco anche altri fattori, più personali e legati a delle esigenze pratiche. Il costo della città in cui l’università è situata, la possibilità di raggiungere le sedi con i mezzi, la disponibilità di borse di studio (includendo servizi mensa ed alloggi, per esempio), ma anche la compatibilità tra i piani di studio offerti dai singoli corsi e le proprie aspettative (quanto sono modificabili, l’ampiezza dell’offerta didattica, la possibilità di fare didattica a distanza…).

Lungi dal fornire la soluzione a tutti i problemi, l’idea è di fare chiarezza sulle varie opportunità, attraverso una panoramica delle recensioni, in modo da aiutare gli studenti a prendere la giusta decisione senza entrare nel panico. Si vuole, cioè, fornire una sorta di mappa che possa guidare i futuri studenti universitari a muovere i primi passi in questo mondo così affascinante ma tutt’altro che facilmente intellegibile. 

Genio in 21 Giorni e le recensioni internazionali: ecco le classifiche analizzate

Di seguito vediamo alcune delle classifiche prese in analisi, per avere più chiari i parametri di valutazione secondo cui vengono giudicati gli atenei e, successivamente, sulla base dei criteri esposti da ognuna, osserviamo dove si piazzano le università italiane. 

QS World University Rankings

Il portfolio QS World University Rankings, inaugurato nel 2004, fornisce un’analisi comparativa sulle prestazioni di 13.883 programmi universitari, per 51 discipline accademiche appartenenti a 1440 università dislocate su tutto il globo. Dal 2015 è stata inserita un’ulteriore distinzione che prevede una suddivisione in 5 aree di facoltà.

I parametri utilizzati per la redazione della classifica sono sei:

  • Academic reputation (vale il 40% del punteggio);
  • Employer reputation (10%);
  • Rapporto docenti/studenti (20%);
  • Citations per faculty (20%;
  • Rapporto docenti internazionali (5%);
  • Rapporto studenti internazionali (5%).

Times Higher Education

La THE World University Rankings, fondata nel 2004, fornisce un elenco delle migliori università al mondo, ponendo particolare enfasi sulla ricerca attraverso il censimento di 1.500 atenei. I 13 indicatori di performance sono raggruppati in cinque aree: 

  • Insegnamento (l’ambiente di apprendimento – vale il 30% del totale); 
  • Ricerca (volume, reddito e reputazione – 30%); 
  • Citazioni (influenza della ricerca – 30%); 
  • Prospettiva internazionale (personale, studenti e ricerca – 7,5%); 
  • Industry income (trasferimento di conoscenze – 7,5%).

Milano: la città con le università leader in Italia

Secondo la QS World University Ranking, la migliore università italiana è il Politecnico di Milano, che si colloca alla posizione 142 della classifica totale. Risultato modesto, si potrebbe pensare, ma osservando nello specifico gli elenchi suddivisi per materie, le prestazioni del PoliMi risultano molto più competitive. 

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Nelle 51 classifiche per materia stilate da QS, il Politecnico di Milano riesce a piazzare 7 dei suoi programmi nella top 50 mondiale. Quinto posto per Arte e Design; decimo per Architettura; 20esimo per tutte le materie afferenti ad Ingegneria; 44esima posizione per Informatica, unica tra le italiane nella lista. Molto bene anche sul piano dell’impiegabilità, 41esima a livello mondiale, e miglior risultato nazionale rispetto al criterio che misura l’opinione dei datori di lavoro (67esima). PoliMi è, inoltre, la prima italiana per presenza di docenti e studenti stranieri (posizione 262 nella classifica di QS).

Ma tra le eccellenze milanese, spicca anche l’università Bocconi, settima al mondo per Business e management e quattordicesima per Contabilità e Finanza.

Università La Sapienza (Roma): prima al mondo per gli studi classici

La QS World University Rankings premia di nuovo l’Italia: l’Università di Roma La Sapienza raggiunge la prima posizione, a livello mondiale, per Studi classici e Storia antica, precedendo anche l’Università di Oxford, e ponendosi al secondo gradino a livello nazionale per la macroarea Arte e Studi Umanistici. Sempre su scala mondiale, invece, arriva al decimo posto per Archeologia.

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Rispetto al numero di laureati entro un anno dal conseguimento della laurea, La Sapienza si posiziona 93esima, guadagnando cinque posizioni dallo scorso anno. Nella classifica generale di QS guadagna il 171esimo posto, mentre è 74esima per reputazione accademica.

Bene anche secondo la classifica del Times Higher Education, che la mette al 114esimo posto tra gli atenei più internazionali al mondo.

Alma Mater Studiorum di Bologna: presenza costante in tutte le classifiche

Per la Times Higher Education, l’Alma Mater di Bologna si conferma la prima università italiana, 167esimo posto su 1.500 atenei censiti (di cui 49 sono italiani). L’università di Bologna resta anche la prima italiana per internazionalità del corpo docente e studentesco.

La UI GreenMetric World University Ranking, un’iniziativa lanciata nel 2010 da Universitas Indonesia, che ha l’obiettivo di raccogliere l’impegno nei temi della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente (valuta aspetti come consumo di acqua e di energia, riciclaggio dei rifiuti e sostenibilità dei trasporti), incorona l’Alma Mater come l’ateneo italiano più green, decima a livello mondiale. 

Buoni i risultati che si osservano anche nella classifica stilata da QS, dove si trova al 166esimo posto su scala mondiale. È invece sul 18esimo gradino per la percentuale di laureati occupati a un anno dalla laurea e 84esima secondo il parametro di impiegabilità. Tra le italiane, invece, è la più stimata dalla comunità accademica internazionale (71esima).

Nella classifica nostrana stilata dal Censis, invece, l’Università di Bologna è la prima tra i mega atenei statali, con un punteggio complessivo di  91,5.

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Altri esempi virtuosi

Sono 41, in totale, le università italiane che figurano nella QS World University Ranking, con ben 32 programmi che entrano nelle top 50 mondiali. Uno spazio a parte merita la Scuola Normale Superiore di Pisa, premiata invece dalla classifica russa Round University Ranking (RUR), che la colloca prima tra le italiane e 23esima a livello mondiale. 

Ampliando lo sguardo a livello internazionale, sul podio delle classifiche si confermano, bene o male, sempre gli stessi atenei inglesi e americani: MIT, Oxford, Cambridge, Stanford, UCLA, Harvard.

Per cambiare prospettiva, bisogna osservare la classifica degli atenei più internazionali pubblicata dal Times Higher Education. Qui, i primi 10 posti sono monopolizzati da soli quattro paesi: Hong Kong, Svizzera, Regno Unito e Singapore. 

Genio in 21 Giorni, recensioni oltre le classifiche

Al di là delle recensioni sin qui raccolte, rimane valido un punto fondamentale: l’ambiente universitario, i professori, la didattica, sono tutti aspetti importanti, ma ce n’è uno che ancora non è stato menzionato e intorno al quale ruota tutta l’esperienza universitaria. Il metodo di studio

Senza voler sottovalutare l’importanza delle classifiche precedenti, né dei criteri di analisi scelti, non bisogna dimenticare che poi l’università è un’esperienza personale, il cui risultato finale dipende anche dalla capacità di studiare portando a casa dei buoni risultati. 

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Sui servizi fruibili dagli studenti universitari, un interessante documento è prodotto periodicamente da Almalaurea. Sul fronte dello studio, invece, interviene Massimo De Donno, l’ideatore di Genio in 21 giorni, un metodo di studio personalizzato:

“È innegabile che esistano università più o meno prestigiose, i cui professori possono essere più o meno competenti o stimolanti. Ma dall’altra parte, qualunque sia la scelta dello studente, questo sa che gran parte del risultato dipende da lui. Una volta iscritto all’università, i criteri presi in considerazione per stilare le classifiche hanno un ruolo relativo, mentre iniziano a pesare maggiormente tutta una serie di implicazioni personali. L’organizzazione del proprio tempo, la capacità di gestire ansia e stress da studio… I neodiplomati che sono in procinto di iscriversi all’università non sanno bene come affrontare questi aspetti, c’è poca educazione in materia, eppure si tratta di elementi cruciali nella formazione dell’individuo-studente”. Come ricorda giustamente De Donno, la scelta dell’università non è altro che il primo passo. A questo devono seguire, accompagnati da costanza e determinazione, molti altri passi. Poter contare sull’aiuto di tutor specializzati ed altamente formati come quelli del team di Genio in 21 giorni, consente allo studente di trovare un metodo di studio proprio, specifico e personalizzabile in ogni aspetto: studiare così sarà meno faticoso, non c’è facoltà universitaria che tenga.