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La storia di Faccia da Mostro, il volto truce dei Servizi Segreti italiani [VIDEO]

Giovanni Aiello, detto faccia da mostro
Giovanni Aiello, detto faccia da mostro

I pentiti lo chiamavano “faccia da mostro”, per quel volto sfigurato da una fucilata. Un volto che ha rappresentato, per anni, l’aspetto truce dei Servizi Segreti italiani: ecco la sua storia, rivelata da Servizio Pubblico. Guarda il video.

Per anni si è aggirato come un’ombra nella Palermo delle stragi e degli omicidi eccellenti: dal fallito attentato dell’Addaura alla strage di via D’Amelio, fino all’omicidio del poliziotto Nino Agostino e di sua moglie incinta.

Per la prima volta parla davanti alle telecamere, disvelando il suo volto, il presunto sicario a disposizione di mafia e apparati deviati dello Stato: in un’intervista esclusiva di Walter Molino trasmessa nel corso di Servizio Pubblico.

Nino Agostino e la moglie, entrambi uccisi
Nino Agostino e la moglie, entrambi uccisi

L’uomo indagato da quattro procure, e considerato personaggio chiave di tanti misteri siciliani, è l’ex poliziotto in pensione Giovanni Aiello, che ha lavorato anni con Bruno Contrada.

Aiello si difende, però, dalle accuse:

“In questa storia non c’entro niente. Mi sono congedato nel 1977 a causa di una ferita da arma da fuoco che mi ha deturpato il volto. Da allora sono un semplice pensionato, faccio il pescatore e non ho mai più messo piede in Sicilia”.

Dopo che nell’aprile del 2014 la Digos ha trovato proprio in casa di Aiello un piccolo arsenale di armi, le prove di un suo recente viaggio in Sicilia durato tre mesi e ricevute di titoli di Stato, risalenti ai primi anni ’90, del valore di 600 milioni di vecchie lire, è arrivata una nuova svolta.

Giovanna Galatolo, figlia pentita di un ex boss, ha riconosciuto nell’ex agente della mobile di Palermo il misterioso protagonista dei sulla Trattativa e le uccisioni i Falcone e Borsellino.

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