Google spia la tua posta e la gira alla Polizia: primo caso di arresto dopo soffiata di Big G

Immagina se Google spiasse la tua posta elettronica e trovasse foto compromettenti e penalmente rilevanti. Sai cosa succederebbe? Che nel giro di poche ore ti troveresti in galera, senza sapere nemmeno il perché. Solo dopo qualche mese riusciresti a capire che la soffiata alle forze dell’ordine l’ha fatta proprio Google. Com’è successo a un uomo di Houston, il cui caso è stato raccontato da Mila Ligugnana su Wired.

 

Un uomo di Houston è stato arrestato a causa di una soffiata di Google al National Center for Missing and Exploited Children. Cosa è accaduto? Google ha allertato il Centro di alcune immagini sospette presenti all’interno casella email, il Centro ha avvertito la Polizia, che ha utilizzato le informazioni trasmesse da Google per ottenere il mandato. L’uomo era un molestatore sessuale registrato, condannato per aver aggredito sessualmente un bambino nel 1994.

Una squadra perfetta e un caso in cui l’uso della tecnologia meriterebbe certamente un applauso, forse penserete. Ma l’altro lato della medaglia è il grande dibattito privacy – tecnologia in corso da tempo. La domanda che in molti si sono posti a questo punto è infatti stata: “Cosa possono aspettarsi gli utenti in termini di privacy quando utilizzano le email di Google?” In una parola, niente.

Nell’aprile dello scorso anno Google ha aggiornato i suoi termini di servizio per avvertire gli utenti che stava analizzando le loro email automaticamente. Normale, se si pensa che l’azienda in questione sta lavorando per combattere gli abusi sessuali online sui minori dal 2006. Giusto? Sbagliato? 50 e 50?

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