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Quanti cambiamenti in soli venti anni di poker online

A distanza di nove anni il poker online potrebbe subire un nuovo, importante mutamento. Perché a Roma, nello scorso mese di luglio, è stata apposta la firma sui documenti che danno l’avvio al progetto di liquidità condivisa.

In altre parole.

Dal 2 settembre 2008, giorno della prima partita online attraverso un circuito autorizzato AAMS (l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato), i player italiani hanno sempre frequentato poker room targate “.it”.  Una stima sommaria parla di circa 3 milioni di utenti che, almeno una volta nella loro vita, si sono avvicinati a questo particolare passatempo. Nello stesso periodo la spesa fatta registrare per i tornei online ha superato il miliardo e mezzo di euro.

Con l’avvento della liquidità condivisa, e gli accordi che il nostro Paese ha stipulato con la Francia, il Portogallo e la Spagna, i giocatori potranno sedersi attorno a dei tavoli verdi col suffisso “.eu”.

Certo, molto è ancora da fare e per i player questa ipotesi potrebbe diventare realtà solo nel nuovo anno, a partire dal 2018.

E pensare che la storia del poker online ha avuto inizio sul finire degli anni Novanta del secolo scorso, più precisamente nel 1998, e fra lo scetticismo generale. In molti erano convinti che giocare davanti a un computer, magari dal salotto di casa propria, non avrebbe procurato quelle sensazioni tipiche di una partita attorno al tavolo verde. Non solo, sarebbe stato difficile studiare gli avversari, impossibile tentare e portare a buon fine dei bluff.

Insomma, il poker online non avrebbe raccolto quella popolarità che aveva fatto del poker tradizionale il gioco di carte più conosciuto e pratico al mondo.

Oggigiorno a riprova del valore raggiunto dal mercato del gioco d’azzardo online, e quindi anche del poker online, ci sono i numeri resi noti dall’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano nella scorsa primavera.

Stando all’ultimo rapporto la cifra raggiunta in Italia nel 2016 è pari a 1 miliardo e 300 milioni di euro. A colpire è soprattutto il tasso di crescita fatto registrare rispetto al 2015: un + 25%.

A trainare il comparto sono i casinò games (+ 35%, con una spesa pari a 441 milioni), le scommesse sportive (+ 31% per un totale di 350 milioni) e i restanti giochi (+ 20% con 97 milioni fra bingo, lotto, virtual sports, eccetera, eccetera).

Il poker online, invece, dopo il boom fatto registrare nei primi tre anni dal suo sbarco in Italia sembra aver tirato un po’ i remi in barca. Nel 2016 la spesa è stata pari a 138 milioni di euro che, raffrontata con quella dell’anno precedente, vale a dire i dodici mesi del 2015, mostra un – 5%.

Ma i numeri forniti in questo primo scorso di 2017 da AGIMEC (l’Agenzia Giornalistica sul Mercato del Gioco) fanno pronosticare un’inversione di tendenza e il ritorno al segno più anche per questo comparto. Perché ad agosto 2017 i dati di spesa (raccolta effettuata meno vincite erogate) del poker online raccontano di 5,9 milioni per la formula da torneo (54,9 milioni dall’inizio dell’anno) e di 5,1 milioni per il cash game (49 milioni dall’inizio dell’anno).

Dal primo gennaio, poi, i dati di spesa complessivi di torneo più cash game hanno sfondato il muro dei 100 milioni e, mantenendo questo ritmo, dovrebbero avvicinarsi ai 150 milioni di euro per il brindisi di fine anno. Facendo così meglio non solo del 2016, ma anche del 2015. E come anticipato, con l’avvio della liquidità condivisa i numeri del 2018 potrebbero essere ancora più consistenti.

Di pari passo all’evolversi del mercato, anche l’identikit del giocatore di poker online ha subito però dei cambiamenti. In parte per via dei miglioramenti tecnologici (pensiamo al fatto che i primi giocatori americani dovevano pazientare quindici minuti fra download e installazione del programma mentre oggi in modalità mobile e grazie a smartphone sempre più performanti è possibile giocare da ogni postazione e ogni luogo), in parte a causa della situazione economica che da qualche tempo stiamo attraversando.

Così il player non entra più in Rete alla ricerca della prima poker room su cui giocare e tentare la fortuna, ma conscio che l’unione fa la forza ha dato vita a community in cui confrontarsi con gli altri giocatori, recensire i differenti casinò online o le numerose poker room sul mercato, catalogare e confrontare eventuali bonus di benvenuto.

Magari il prossimo vincitore delle WSOP (acronimo che sta per World Series of Poker) che si svolgono ogni anno a Las Vegas sarà, come accaduto nel 2003, un giocatore che proviene da un torneo satellite svolto online. Già perché nella storia del poker c’è anche questo: uno sconosciuto, un giocatore non professionista, che va contro ogni pronostico e che adesso può raccontare agli amici e ai parenti di essere fra i migliori giocatori di poker al mondo.

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