C’era una volta il grande Milan

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Il Grande Milan festeggia con il Presidente Berlusconi

C’era una volta il grande Milan, quello di Tassotti-Baresi-Costacurta-Maldini, quello dei canterani – per dirla alla spagnola – quello degli olandesi. O, ancora, quello di Sheva e Kakà che andava a Manchester e dominava i campioni di Sir Alex. Ora c’è Allegri in panca, uno che i colori rossoneri non li avrebbe mai visti nemmeno col cannocchiale quando era giocatore e ora, da allenatore fin troppo impacciato, si è seduto alla guida del club più titolato al mondo. E poi ci sono Bojan e gli altri, gente senza carattere, nè carne nè pesce. C’era una volta il grande Milan, quello che nella prima giornata di Champions ha deluso tutte le aspettative.

Ieri sera, al termine dell’incontro con l’Anderlecht, i giocatori sono stati subissati dai fischi al termine dell’ennesima prestazione buia del loro buio inizio di stagione.

Un malessere dei tifosi che nasce e cresce già durante l’estate, prima con le “voci” sulla cessione di Thiago Silva all’inizio solo smentita e poi anzi raddoppiata con la cessione anche di Ibrahimovic.

IL TEMPO CHE FU

Un tempo il Milan era abituato ad andare in Europa alla ricerca di campioni da aggiungere alla sua scuderia già ampia, oggi invece i tifosi si stanno abituando a vedere partire i loro, pochi, campioni in giro per l’Europa.

Prima Shevchenko al Chelsea, poi Kakà al Real Madrid e ora Ibra e Thiago Silva al PSG.

Un tempo i rossoneri tracciavano la strada della vittoria dove piovevano Coppe Campioni, Coppe Intercontinentali e Supercoppe Europee, oggi invece tracciano la strada dell’austerity anche se non si capisce in quale incrocio la società abbia perso i soldi per gli acquisti.

Se un tempo il prato di S. Siro era abituato a farsi calpestare da gente del calibro di Rui Costa, Inzaghi, Maldini ecce cc oggi vediamo gente come Costant, Bonera e Pazzini che senza nulla togliere a loro non sono nemmeno lontanamente paragonabili ai loro predecessori.

IL MODELLO DEI CANTERANI

Berlusconi in estate aveva tracciato la strada, “vogliamo copiare il modello Barcellona”, quindi investendo sui giovani e di qualità per fare una squadra duratura ma i vari De Jong, Pazzini, Montolivo e Costant più che giovani sono dei ragazzoni un po’ scarsottelli per lo standard a cui è abituato il Milan e poi sono scarti di altri Club , Man City, Inter e Genoa.

Il Milan pare abbia voluto invertire la rotta ma non si capisce bene per dove, certo l’età media della squadra si è abbassata notevolmente ma questo non significa copiare il modello Barcellona ma bensì comprare giovani a caso come dimostra l’acquisto di Bojan comprato, come terza o quarta scelta dopo averci provato prima per Tevez e poi per Kakà, pur di dare ai tifosi l’illusione di aver fatto una campagna acquisti.

Basti pensare che solo due anni fa l’ultimo giorno di mercato arrivo Ibra, oggi Bojan.

E poi se si volevano comprare solo giovani perché non prendere i vari Verratti e Immobile e almeno se il Milan perdeva si poteva giustificare con il fatto che la squadra è giovane, mentre degli 11 scesi in campo con l’Anderlecht l’unico giovane era De Sciglio, peraltro uno dei migliori.

CONFUSIONE TOTALE

Mai come quest’anno la società è parsa confusa sul da farsi e all’orizzonte sembra esserci solo scogli avvolti dalla nebbia che rischiano di far naufragare la squadra di Allegri nemmeno fosse uno Schettino qualunque.

Nelle prime 4 uscite ufficiali contro Sampdoria, Bologna, Atalanta e Anderlecht, il Milan è sembrata una squadra molle compassata senza grinta, con una pochezza di gioco disarmante e con una idiosincrasia al gol come dimostrano i soli 3 gol realizzati peraltro tutti in una sola partita a fronte dei 3 subiti ben distribuiti.

Ieri contro l’Anderlecht una sola palla gol costruita e bisogna ringraziare la povertà  tecnica degli avversari che pur si sono presentati minacciosi davanti ad Abbiati.

LA POLVERIERA ROSSONERA

E se poi uno spento Boateng, nel momento in cui viene richiamato in panchina, scaglia una bottiglia per terra allora la frittata è fatta, visto che non ci sono più i vari Seedorf  o Gattuso pronti a tirargli le orecchie. Proprio “Ringhio”, spedito in estate al Sion, aveva dichiarato che ormai lo spogliatoio del Milan era diventato una polveriera e se lo dice uno che  ha buttato sangue e lacrime per la maglia rossonera e che è sempre stato apprezzato per la sua sincerità, siamo pronti a credergli.

Quindi caro Milan inverti la rotta o gli scogli sono li ad attenderti perché così c’è poco da stare Allegri.

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