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I 6 clamorosi errori di Prandelli che (forse) ci costano il Mondiale

Una squadra messa malissimo in campo ha preso sberle per novanta minuti dal Costarica, che non è una corazzata ma ieri sera sembrava il Real Madrid di Ancelotti, quello che in semifinale di Champions ha distrutto il Bayern di Guardiola. E in questi casi, quando la strategia conta più di qualsiasi altra cosa, se non hai un fenomeno in panchina paghi dazio. E Prandelli, ahinoi, fenomeno non è. Ecco tutti gli errori del ct azzurro.

 

ERRORE N° 1 – Come diavolo gli è saltato in mente di schierare un Buffon a mezzo servizio e lasciare in panchina quel fenomeno di Sirigu? Sul primo tiro in porta il capitano azzurro ha dimostrato di scendere con lentezza disarmante; sul primo calcio d’angolo è andato a farfalle; sul gol subito è stato preso dal dubbio amletico “esco-non-esco”. Sudava che nemmeno Marchisio in mezzo al campo, con la differenza che uno è fermo in porta e l’altro corre come una maratoneta. Un Buffon in versione Casillas, come era facilmente pronosticabile visti i problemi fisici dei giorni scorsi, andava fatto recuperare con più calma. Anche se lui voleva giocare a tutti i costi: chi decide, allora, il ct o il capitano?

ERRORE N° 2 – Come diavolo gli è saltato in mente di riproporre Chiellini, che contro l’Inghilterra è stato il peggiore in campo, e metterlo in una posizione ancora più a rischio, cioè in mezzo alla difesa? Ha ballato tutta la partita; ha costretto Barzagli a recuperi miracolosi; ha provocato un rigore che soltanto l’arbitro non ha ritenuto tale; sul gol preso si è addormentato; mai ha dato sicurezza al reparto. Perché non provare Bonucci, che peggio di Chiellini sicuramente non poteva fare?

ERRORE N° 3 – Come diavolo gli è saltato in mente di spostare Darmian a sinistra e toglierlo dalla posizione in cui – contro gli inglesi – aveva dato spettacolo? Così facendo ha tolto sicurezza anche a Candreva, che si è ritrovato un Abate in versione Milan (cioè insufficiente), senza coperture e senza il dovuto sostegno psicologico per poter spingere in tranquillità. Certo è che, se non hai terzini sinistri di ruolo, perché Criscito e Pasqual sono a casa, sei costretto a inventare soluzioni improvvisate, come Chiellini terzino o Darmian a sinistra. Perché, sia chiaro, nemmeno De Sciglio, fuori gioco per infortunio, è un sinistro naturale.

ERRORE N° 4 – Come diavolo gli è saltato in mente di schierare quella lumaca di Thiago Motta contro i fulmini della Costa Rica? Se proprio non vuoi mettere Verratti, che andava schierato proprio per liberare Pirlo da una marcatura così stringente (peraltro stra-annunciata) allora butta in campo l’energia e la corsa di Parolo, che quando è subentrato contro l’Inghilterra ha dimostrato di essere in palla e in forma mondiale. Tutte le soluzioni andavano bene, tranne una: e il Mister ha scelto proprio quella meno adatta.

ERRORE N° 5 – Come diavolo gli è saltato in mente di riproporre lo stesso modulo che ha funzionato con gli inglesi e che, prevedibilmente, non avrebbe portato novità positive contro il Costarica? Non eravamo la squadra camaleontica in grado di adattarsi agli avversari? Anche questo mito, che Prandelli ci ha fatto ciucciare per mesi, è stato sfatato in 90 orribili e interminabili minuti.

ERRORE N° 6 – Come diavolo gli è saltato in mente di tenere in panchina Immobile? Con una difesa alta come quella del Costarica e con la profondità come unica strada vincente per fare gol, Ciro Immobile era l’uomo perfetto per ieri sera. E invece sono entrati tutti tranne lui. Bastava sostituire un Balotelli spento e nervoso con un Immobile fresco e pimpante per ridare ossigeno all’Italia, permetterci di giocare con qualche lancio lungo in più e far rifiatare un centrocampo in debito d’ossigeno. E invece Prandelli ha distrutto ogni speranza di rimonta con tre inutili cambi.

COSA ANDAVA FATTO? – Non serviva Nostradamus e nemmeno un genio in panchina per capire che il modulo anti-Inghilterra andava sostituito con qualcosa di più efficace, per contrastare lo strapotere atletico e mentale del Costarica. Anche perché un cambio di modulo era necessario, per ovviare alla mancanza di un terzino sinistro, evitando di riproporre Chiellini o spostare Darmian. Quindi? La soluzione poteva essere una difesa a tre, con Barzagli-De Rossi-Bonucci, e un centrocampo a quattro con Darmian-Pirlo-Parolo-Marchisio. A supporto di Balotelli bastavano Candreva e Aquilani, due abituati a giocare in questo modo nei rispettivi club. Ognuno al posto suo e tutti più felici. A partita in corso sarebbe bastato inserire Immobile per Balotelli, Verratti per Candreva, Motta per uno tra Marchisio e Parolo. E, quasi sicuramente, non sarebbe finita così.

Invece adesso siamo a rischio eliminazione, perché giocarcela contro i satanassi dell’Uruguay non sarà semplice. Chi li ferma Suarez e Cavani? Chiellini? 

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