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L’Unione Bancaria Europea è (quasi) realtà: ecco tutte le novità per i correntisti

 

Solo qualche anno fa sembrava un’ipotesi irrealistica, eppure la notizia è vera: il Parlamento Europeo ha appena adottato un pacchetto di norme che danno finalmente vita all’unione bancaria europea. Con quali conseguenze per i correntisti? Eccole, come raccontato su Facile.it 

 

Dopo aver creato una moneta unica, l’euro, e aver adottato una sola politica monetaria valida per tutta l’Eurozona – espressa dal lavoro della BCE – è ora il momento di creare un sistema che uniformi, allinei e controlli l’azione delle banche d’Europa. Tre gli obiettivi da raggiungere: evitare che il rischio di default per le banche diventi un rischio per gli Stati (e quindi per i contribuenti); proteggere chi si fida delle banche attivando conti correnti e conti deposito; uniformare le condizioni del credito a livello europeo, visto che oggi la differenza di interessi da pagare per lo stesso prestito varia (anche sensibilmente) da Nazione a Nazione.

Ma cosa cambierà, in concreto per azionisti e correntisti, nel malaugurato caso di fallimento di una banca? L’Ecofin ha stabilito l’ordine con cui le diverse parti coinvolte dovranno contribuire per risanare l’istituto in affanno. I primi della lista sono gli investitori privati (e non gli Stati nazionali): questi dovranno partecipare attraverso delle perdite non superiori all’8% delle passività della banca. Per investitori privati, però, si intendono tutti i soggetti coinvolti, dai più piccoli ai più grandi: prima toccherà agli azionisti, poi ai possessori di obbligazioni e solo alla fine – se il contributo dei precedenti non bastasse – si arriverà ai correntisti.

Ma niente paura. Grazie all’esistenza del fondo interbancario di tutela dei depositi si potrà intaccare solo i depositi superiori ai 100mila euro.

Oltre questo primo livello, secondo le nuove regole interverrà il Fondo Unico di liquidazione.

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