LORSIGNORI/ Isole vergini

di Fortebraccio

Habemus manovram! Accolte queste parole del presidente Schifani, pronunciate con la consueta frivolezza e nella circostanza accompagnate da un vago senso di liberazione, il Capo del governo, Cavalier Silvio Basetta, è immediatamente tornato alle sue consuete passioni. Ad una, in particolare, quella (se ci capite) per le isole vergini. Noi non abbiamo un presidente del consiglio, ma un veliero. Ai vertici internazionali egli non partecipa, ma attracca, e gli atri capi di stato e di governo, vedendolo arrivare, non gli porgono la mano ma lo salutano facendo segnali con le bandierine. Giunto ai tavoli, egli non si presenta più col proprio nome, ma con quello di navi famose: “piacere, Vespucci”, “molto lieto, Magellano”, “onorato, Marco Polo”. Ogni volta che si presenta ai suoi interlocutori, o più precisamente alle sue interlocutrici, egli non si esprime con un “ben trovata”, “un salve, carissima” o, più semplicemente, con un “guarda chi si rivede, che bella sorpresa” ma con grandi pacche sulle spalle e una domanda rivolta con quel suo fare cosmetico: “Scusi, ma lei è ancora vergine?”. Basetta su questo punto è severissimo, e quando l’imbarazzata interlocutrice si avventura a rispondere: “Veramente, eccellenza, una volta un soldato…”, Berlusconi, sdegnato, toglie l’ancora e torna solo quando gli assicurano che l’impura  s’è pentita. Una volta, pensate, salpò per l’Egitto ma come Cristoforo Colombo sbagliò strada e finì per ritrovarsi in Marocco. Qui, scambiando per un’isola una certa Ruby, si persuase che ne andava difesa la verginità e per questo smosse mari, monti e Minetti, e persino la Questura di Milano dove, compatendolo, fecero finta di credergli. A questo siamo ridotti, ad un presidente incorrotto e puro, difensore strenuo della verginità altrui e che per questo anela all’immortalità. A quest’uomo indebitamente sottratto al cabaret noi tutti dobbiamo essere grati, egli ha una forza d’animo eccezionale: sa di essere Silvio Berlusconi, e riesce ancora a sorridere.

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