LORSIGNORI/ Il senatore Maciste

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Il senatore Maciste, che prima di ogni cosa salutiamo per espresso mandato di tutti i marmisti d’Italia, è conosciuto a Roma con lo pseudonimo di Ulisse Di Giacomo.

Parlamentare del Pdl al primo (e si spera ultimo) mandato, egli ricopre anche la carica di coordinatore regionale del partito berlusconiano in Molise. I lettori ci perdoneranno questa breve nota biografica, necessaria tuttavia agli italiani che nulla conoscono – giustamente – e nulla conosceranno mai di quest’uomo venuto al mondo senza alcun preavviso. A Carovilli, in provincia di Isernia, dove non atteso vide la luce nel 1950, prima di Maciste Del Nulla (così chiamato per l’inutile e muscolare oratoria a scoppio e detonazione) era già capitato che altri bambini nascessero con una voglia di vino, di fragola o di caffè, ma nessuno era mai venuto al mondo con una vistosa voglia di lapide o di epigrafe. Questo particolare sepolcrale ci è tornato in mente in giorni come questi che sono quelli tristi e malinconici della scomparsa di Silvio Berlusconi. Il Cavalier Gnocca – forse anche questo non tutti lo sanno – è (o meglio era, da vivo)un parlamentare molisano. Nel 2008, anno della sua elezione multipla, Silvio La Gnocca scelse il collegio del Molise in luogo di tutti gli altri per i quali poteva optare. Un omaggio alla terra sannita che i molisani, gente ingrata, paiono non aver compreso. Invece di costruire un Colosseo a Berlusconi e chiamarlo Anfiteatro Silvio, hanno commissionato al senatore Maciste, scalpellino della Repubblica, l’incisione di una lapide alla memoria del premier. Se c’è oggi un trapassato in Molise, quello è Berlusconi. Esattamente tra una settimana tutti sapranno, tranne lui, chi tra il pidiellino Michele Iorio, governatore uscente, e Paolo Di Laura Frattura, lo sfidante, sarà il nuovo presidente della Regione Molise. Chi non saprà mai com’è finita è il povero Silvio, ucciso dal fuoco amico del Pdl molisano. Ad una settimana dal voto di Berlusconi, come disse Paolo VI del compianto Aldo Moro, “ahinoi nessuna notizia”. Il viaggio in Russia non era per spegnere le candeline insieme a Putin ma le candele,  e visita ai sepolcri non è stata organizzata da Gianni Letta, come tutti erroneamente credono, ma da Ulisse Di Giacomo, autore di studi illuminati e definitivi, se ci capite, sull’ultimo viaggio. Dal sito ufficiale del Senato leggiamo – testuale – che Maciste Del Nulla è stato relatore nei seguenti (e unici) disegni di legge: “Disciplina delle attività nel settore funerario”, “Disposizioni fiscali in materia di prestazioni di cremazione”, “Nuove norme in materia di dispersione e di conservazione delle ceneri”, rispettivamente catalogati nel sistema “TESEO” di Palazzo Madama alle voci: “Funerali”, “Cimiteri” e “Cadaveri”, tutti sinonimi molisani di Silvio Berlusconi. D’altro canto con un senatore e un coordinatore regionale così, come dire?, post-mortem, il Pdl molisano non vi sembra forse il “Partito della lapide”?

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