“Renzi è come il pifferaio magico: ci rimbecillisce. Ci porta ad annegare tutti.”

 

Su Repubblica, che ha mollato il premier al proprio destino dopo un endorsement a tratti spudorato, spunta un’intervista di Tommaso Ciriaco a Daniela Santanchè, che in realtà è un missile terra-aria contro il Governo e contro Forza Italia, colpevole di cedere alle lusinghe del “pifferaio magico: si fa seguire dai topi e ci porta tutti ad annegare al laghetto.”

 

«Guardi, a me non piacciono le cose rubate. Non posso dar loro peso perché è contro la mia mentalità. Sono come le intercettazioni». A parlare è Daniela Santanché, nel giorno dell’imbarazzante fuorionda di Toti e Gelmini.

Ma è una notizia, onorevole. Emerge l’immagine di un leader malandato, in stampelle. E senza strategia.

«Berlusconi sta benissimo! Piuttosto, è in atto il quinto colpo di Stato. Perché, lo ricordo, Renzi non è stato eletto».

E voi siete alle prese con il 10 aprile incombente…

«Sono stufa di dirlo, sostengono che sono la solita pitonessa estremista… Ma il 10 aprile non è come altri, è un giorno drammatico per la democrazia. Avrei voluto vivere quel giorno diversamente da come me lo fanno vivere. Per me sarebbe valso una rivoluzione: non è mai troppo quando si parla di libertà…».

Lasciamo da parte la rivoluzione, onorevole. Piuttosto, mancate di una strategia, Renzi vi ha messo all’angolo.

«Il vero problema è che sta blandendo Forza Italia. Ha bisogno di noi. Ci coinvolge non perché gli siamo simpatici, ma perché punta ai nostri nove milioni di elettori. Tutti dicono “Renzi ci piace, Renzi è bravo”. Non è bravo, è un nostro avversario e fa cose di sinistra. E noi siamo all’opposizione».

In fondo, è quello che emerge dal video. Soffrite il premier.

«Renzi usa ingredienti liberali che ci piacciono, ma poi confeziona una torta di sinistra. Un esempio? Le Province. Dice di abolirle, in realtà le trasforma in Province rosse e non elette. Come il Senato rosso, al quale dobbiamo dire no».

Come ne uscite, onorevole?

«Bisogna dire con chiarezza alla nostra gente che Renzi è come il pifferaio magico: suona, si fa seguire dai topi e li porta ad annegare nel laghetto… Noi, invece, chi suona la musica senza portarci a morire già ce l’abbiamo: Silvio Berlusconi».

Propone di far saltare il tavolo delle riforme?

«Non metto in discussione il patto siglato da Berlusconi. È Renzi che lo sta mettendo in discussione. Se l’Italicum era l’emergenza, perché lo rimanda? Mantenga fede agli impegni. Non è che ci rincoglionisce e noi siamo servi sciocchi”

Lei ha sempre detto: “Berlusconi ci ha insegnato a essere inseguiti, non a inseguire”. Dal fuorionda non si direbbe.

«Io vedo solo un problema: FI deve essere forte per vincere le Europee, del resto me ne frega nulla… È giusta l’intuizione di Berlusconi sui club, ma è altrettanto importante un partito forte che impedisca a Renzi di fare il cavolo che vuole. Non serve un movimento politico che dica signorsì al premier».

Non è che il fuorionda è segno di una crepa interna?

«Nooo. Chi doveva tradire, l’ha già fatto. Chi è rimasto, è schierato come un sol uomo per Berlusconi. Almeno, questo è quello che auspico e che dobbiamo fare».

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