Lotto Zero Isernia: osservazioni su un appalto da 130 milioni di €

Premessa: l’importo previsto per i lavori supera i 130 milioni di euro, gli interessi in gioco sono fortissimi e si registrano persino alcune morti sospette.

L’associazione ambientalista Adat segnala tutte le stranezze relative alla costruzione del Lotto Zero che collegherà Isernia a Castel di Sangro. Infiltrato.it riceve e pubblica.

La nostra associazione a tutela dell’ambiente da circa un anno sta seguendo attentamente l’iter procedurale relativo al tratto iniziale della via di collegamento IserniaCastel di Sangro denominato LOTTO  “0”. Dopo aver analizzato tutta la documentazione relativa a tale infrastruttura,quindi Progetto definitivo,Relazione geologica-idrogeologica abbiamo deciso di presentare le nostre “osservazioni” all’Assesorato all’ambiente  Servizio Conservazione della Natura e V.I.A. – Comitato Tecnico V.I.A.

Le osservazioni relative all’asse viario vertono principalmente su due punti : l’aspetto geologico-idrogeologico e l’aspetto normativo. Dalla relazione geologica-idrogeologica prodotta dai geologi a supporto del progetto stradale, si evince in più punti la preoccupazione della presenza delle falde acquifere,che interessano buona parte del tracciato.

Inoltre, secondo la normativa (Direttiva CEE2000/60/CE; Decreto Lgs. 152/06; L.13/09;D.L. 194/09, concernente la tutela delle acque sorgive destinate a consumo umano e in particolare all’ART.93 del D.Lgs 152/06, disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali per consumo umano) viene individuata una distanza minima di 200 metri di raggio dal punto di captazione o derivazione acque.

Analizzando il progetto definitivo risulta invece che la distanza tra i punti di captazione delle sorgenti è inferiore ai minimi fissata per legge. Dobbiamo aggiungere che la relazione geologica per questo tratto di strada troppo vicino alle sorgenti del fiume Sordo dedica nella sua analisi appena 10 righe. Ma dall’analisi della relazione geologica emergono aspetti tecnici che confermano le nostre preoccupazioni: non entriamo nel merito in quanto si tratta di elementi di idrogeologia forse incomprensibili ai profani, ma sottolineiamo i nostri forti dubbi su tale opera. Dobbiamo aggiungere che nell’area in esame vi è la presenza di un acquedotto romano che dal “CAPUT  AQUAE” ,la zona di CAPO d’ACQUA giunge fino al centro della città di Isernia.

Oltre ciò sempre in riferimento al Decreto Legge 152/06,art.94, le Regioni, i Comuni devono individuare  le aree di salvaguardia distinte in zone di protezione assoluta e zone di rispetto, nonché le zone di protezione. Vogliamo saper se la Regione Molise e il Comune di Isernia abbiano provveduto a tale adempimento normativo, fermo restando che anche noi ribadiamo l’assoluta necessità che la gestione della acque resti in mano pubblica.

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