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ISERNIA/ Sant’Erasmo. Quel che resta della chiesa… cade a pezzi.

Sant’Eramo o Sant’Erasmo è una chiesetta rupestre ormai dimenticata. Si trova in corrispondenza di Santa Maria delle Monache ad Isernia, poco sopra il fiume Carpino, in un terreno privato appena fuori il centro abitato. Alcuni ritengono risalga al VII-VIII secolo d.C., ma di certo sappiamo che al suo interno si trova un affresco ascrivibile al XIV secolo e raffigurante una Crocifissione. Fu, probabilmente, residenza di un eremita e venne adibita ad abitazione nel XVIII secolo. Per chi volesse visitarla consigliamo vivamente di munirsi di scarponi, rampini, corde e bandiere bianche da sventolare in caso di pericolo.

di Ulderico Iorillo

In questi casi gli studiosi di archeologia si limitano a dire che il sito “versa in stato di abbandono”, e nel nostro caso è anche irraggiungibile e inaccessibile.

Intanto la chiesa cade a pezzi e l’ultima foto dell’affresco in essa conservato risale alla fine degli anni Ottanta. Oggi cosa ne rimane? Perché non abbiamo la possibilità di vedere, conoscere e far conoscere questa chiesa e, perché no, anche di conservarla?

Negli uffici della Soprintendenza di Isernia, in vecchi faldoni in altrettanto vecchi archivi pulsano come nella novella “Il cuore rivelatore” di Edgar Allan Poe le schede della chiesa con la descrizione dello stato in cui versava più di vent’anni fa. Nel racconto dello scrittore americano il cuore dell’assassinato batteva fino a costringere il suo assassino a confessare l’omicidio di cui si era reso colpevole. Qui abbiamo la vittima e stiamo aspettando la confessione del carnefice, che latita. Intanto, quantomeno, pulsiamo.

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