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Il Molise di Iorio: per non morire, meglio l’Abruzzo

Se avete mezza giornata libera e vi interessano le ribalderie delle pubbliche amministrazioni cliccate su Google le parole “sprechi Molise”. La ricerca vi offrirà un caleidoscopio variopinto di inchieste giornalistiche, interviste, appelli di Giunta e libri trattanti i temi più vari: abusi istituzionali, fondi statali milionari dissipati in  operazioni discutibili e varie attività clientelari.

 

tratto da Wake Up News

a cura di Chantal Cresta

Il tutto guarnito con il florido faccione del sempreverde governatore, Michele Iorio (PDL), in carica dal 2001. Colui che riuscì a fare del Molise il proprio personale Paese delle meraviglie.

A partire dagli appannaggi d’oro. – Infatti, essere un membro del consiglio regionale molisano significa intascare la bellezza di 10.250 € lordi al mese. Una cifra incredibile non meno dei poco più degli 11 mila € (circa 144 mila l’anno) del governatore.

Non basta. Allo stipendio – dorato ma comunque ordinario – bisogna aggiungere lo straordinario che in Regione si misura col numero di commissioni radunate allo scopo di discutere su qualsivoglia questione di carattere locale. In soldoni tonanti, si tratta di un aumento del 10% sull’emolumento mensile più il gettone di presenza per ogni meeting istituzionale. Risultato: i 30 del consiglio regionale si dividono tra 13 commissioni, 4 permanenti (Organizzazione amministrativa, Sviluppo economico, Assetto del territorio e Servizi sociali) e 9 temporanee, piroettando dall’una all’altra senza posa.

Qualche esempio: c’è una commissione transitoria che esamina “la cooperazione interregionale nell’area adriatica”, una per gli “affari comunitari”, una che monitora con attenzione “l’influenza umana A/H1N1”, ecc. Al di là dei titoli altisonanti non è ben chiaro di cosa discutano i membri né quali siano le conclusioni raggiunte. In compenso, sono note le cifre che questi organismi costano al cittadino: 1 milione di euro in più all’anno. Senza contare le spese per le relative consulenze esterne. Nel 2008 i compensi erogati ai collaboratori della Regione arrivarono a superare gli 8.183.000 € mentre il 2009 registrò una leggera flessione al ribasso: più di 7.436.000 €. Ovviamente, tutto ciò si somma ai circa 60 milioni di euro annuali pagati dai cittadini per mandare avanti la mastodontica macchina amministrativa. Infatti, se c’è una cosa che non manca in Molise sono i dipendenti pubblici. Circoscrivendo il settore solo agli impiegati regionali se ne contano 1 ogni 226 abitanti su una popolazione di poco più di 320 mila unità. Tanto per capire: la dispendiosissima Campania, con i suoi quasi 6 milioni di residenti, conta 1 funzionario ogni 472 cittadini e la virtuosa Lombardia 1 ogni 1800 su 10 milioni di individui.

Se poi tra gli alti dirigenti compaiono quasi tutti i congiunti di Iorio, allora si sta parlando del comparto Sanità – D’altrone si sa, anche i governatori “tengono famiglia” e quella del buon Iorio è piuttosto numerosa. Secondo un paio di dettagliate inchieste di Giuseppe Caporale (Repubblica) e Marco Alfieri (La Stampa), tutti gli ospedali molisani dovrebbero ricorre urgentemente al taglio dei costi a partire dai posti letto eppure vi sono dei notevoli distinguo. Sull’Ospedale Veneziale di Isernia, per esempio, pare che non tramonti mai sole del finanziamento pubblico. Anzi, il nosocomio si è recentemente munito di un nuovo reparto: Neurofisiopatologia del costo di 1 milione di euro.

Il direttore è il fratello del governatore, Nicola Iorio, il quale ha anche inaugurato uno stroke unit, ovvero una unità di terapia neurovascolare senza che, però,vi sia del personale competente per le trombosi. Il reparto non ha fatto in tempo ad essere inaugurato che nel 2006 è finito subito sotto il vaglio di una Commissione d’inchiesta del Senato, la quale valutò come dubbia l’effettiva efficacia di tutta la struttura. Ancora. Il direttore del distretto sanitario iserniano è l’assessore comunale, Rosa Iorio, sorella del govenatore nonché moglie di Sergio Tartaglione, primario del reparto di psichiatria al Veneziale e presidente dell’ordine dei medici di Isernia. In Chirurgia, invece, lavorano il figlio del governatore, Luca Iorio, e la di lui gentil consorte.

Il Cardarelli di Campobasso, invece, si distingue per il doppio reparto di Chirurgia e la stessa miracolosa moltiplicazione è avvenuta negli ospedali di Larino e Tremoli. Inutile dire che tanta grazia ha comportato un aumento esponenziale del deficit sanitario regionale. Negli ultimi 8 anni il buco di bilancio ha raggiunto i 600 milioni di euro e continua a lievitare. Infatti, nel 2007 vennero stanziati circa 500 milioni per garantire al Molise la sopravvivenza della propria struttura socio-sanitaria. Iorio, all’epoca, non ebbe tentennamenti: concelò a data da definirsi la propria nomina di commissario straordinario ad acta per la sanità, afferrò al volo i trasferimenti statali e riordinò ulteriormente il settore a propria immagine e somiglianza.

Pare, però, che la pacchia stia per finire – perché, se il federalismo è alle porte, la mannaia dei tagli Tremonti è già arrivata. Infatti, per ammortizzare l’eccezionale buco sanitario i cittadini, da novembre, dovranno sborsare circa 70 euro in più per Irap e Irpef (quest’ultimo a partire dal 2011) , senza tuttavia prospettive che la maggior tassazione possa in alcun modo ridurre il deficit pro-capite. Così, in Molise si comincia a parlare di un “ritorno alle origini”, ovvero tagliare tutta la struttura regionale (governatore compreso) e riunirsi al vicino Abruzzo, dal quale si è diviso nel 1963. Resta da capire se i vicini di casa hanno voglia di sobbarcarsi i debiti altrui oltre a preoccuparsi dei propri. Ma è pur vero che, in certe occasioni, l’unione fa la forza.

 

tratto da Wake Up News

a cura di Chantal Cresta

 

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