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SINDACATI/ Dopo la visita a Palazzo Chigi parte lo sciopero generale

di Redazione Infiltrato.it

Dopo l’incontro di ieri sera a Palazzo Chigi tra i segretari dei sindacati Cgil, Cisl e Uil e il presidente del consiglio Mario Monti, è arrivata la conferma dello sciopero generale che oggi pomeriggio riempirà le strade delle maggiori città italiane. Da Roma a Milano, passando per Napoli e Firenze, i cortei sono pronti per la mobilitazione e protestare su alcuni dei punti fondamentali della manovra del governo.

Tre ore di stop contro la manovra del governo Monti. È lo sciopero indetto da Cgil, Cisl e Uil, unite dopo sei anni per porre l’accento sul malcontento dei sindacati dopo le (non)risposte del presidente del Consiglio nell’incontro di ieri sera. A Roma previsto per le ore 16 di oggi pomeriggio il corteo che si recherà sotto il Parlamento. Ma la mobilitazione si allarga in tutta Italia. Presidi a Milano, Napoli, Firenze, Salerno, tutti con l’obiettivo di manifestare sotto le prefetture. La protesta è incentrata su alcuni dei punti fondamentali della manovra. A partire dall’aumento dell’età pensionabile, la deindicizzazione delle pensioni sopra i 1000 euro e una maggiore gradualità sulla fascia d’esenzione dell’imposta sugli immobili.

La conferma della mobilitazione è arrivata ieri sera dopo la conclusione dell’incontro a Palazzo Chigi con Mario Monti. A darne l’annuncio i tre rappresentanti dei sindacati Susanna Camusso (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil). La manovra è stata definita dai tre segretari “iniqua e ingiusta” e le risposte del premier hanno lasciato l’amaro in bocca perché “l’impegno preso dal governo sulle richieste dei sindacati è generico e senza risposte in merito”. Così Susanna Camusso esprime il suo dissenso dopo l’incontro. Della stessa opinione Raffaele Bonanni che insiste “sulla mancanza di equità e della distanza delle parti chiamate in causa ieri sera”. A fare da eco ai due, Luigi Angeletti che non nasconde il malumore dopo il dialogo liquidando l’incontro come “insoddisfacente”. Dall’altra sponda Monti pare smentire i tre segretari in un comunicato stampa in cui precisa “l’ascolto da parte del governo alle richieste dei sindacati”. Prosegue, inoltre, sottolineando “l’estrema emergenza dell’Italia” e lascia trapelare l’impossibilità di alterare le decisioni.

Oggi, quindi, tre ore di stop dopo il turno a partire dalle 16 fino alle 19. Mentre il 19 dicembre sarà il turno del pubblico impiego.

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