REGIONALI 2011/ Berlusconi, dal Molise la legnata della staffa?

di cs

“Davanti al Cavaliere gli scenari sono due, combattere in Molise la battaglia di Berlino, e finire la propria carriera politica sconfitto e tra le fiamme, oppure conseguire una poco onorevole vittoria di Pirro e agonizzare sino a primavera.” È questo il contesto nazionale in cui si giocano le Primarie del centrosinistra molisano. E a dieci giorni dal fatidico 4 Settembre i cinque candidati alla presidenza della Regione Molise rispondono alle corrosivedomande del nostro Infiltrato Alessandro Corroppoli.

Corroppoli ha chiesto agli uomini che corrono per la “nomination” del centrosinistra in versione light, quello senza Tonino Di Pietro, e cioè ad Antonio D’Ambrosio, Nicola D’Ascanio, Paolo di Laura Frattura, Massimo Romano e Michele Petraroia, di rispondere in relazione a quattro macroaree tematiche : economia, provvedimenti anticasta, università e lavoro, sanità ed ambiente. Diverse le biografie politiche dei concorrenti, diverse le sfumature nelle risposte ma un solo messaggio: la stagione del centrodestra in Molise e quella del suo leader, Michele Iorio, è giunta al capolinea. Ma lo è realmente e, soprattutto, lo è anche in Italia? Siamo di fronte ad una eclissi o al definitivo tramonto del berlusconismo.

Le elezioni molisane solo in apparenza riguardano la versione in sedicesimo del berlusconismo, ovvero quello che con un pessimo neologismo viene definito iorismo; le elezioni molisane sono in realtà l’ennesimo, e questa volta ultimo, referendum su Silvio Berlusconi.  È questo il tema vero di una competizione che se non fosse per la unicità del turno elettorale (il 16 e 17 ottobre solo in Molise si vota per il rinnovo del Consiglio regionale e per l’elezione del Presidente della Regione) varrebbe quanto un test svolto in un condominio di ridotte dimensioni. E invece c’è da scommetterci che in Molise caleranno tutti i big del centrodestra, da Berlusconi, appunto, in giù. Ministri e ministre, ballerini e cocotte cercheranno in terra sannita un’inversione di tendenza alla robusta dose di legnate rimediata in primavera, prima con le elezioni amministrative e successivamente con i referendum.

Davanti al Cavaliere gli scenari sono due, combattere in Molise la battaglia di Berlino, e finire la propria carriera politica sconfitto e tra le fiamme, oppure conseguire una poco onorevole vittoria di Pirro e agonizzare sino a primavera. In ogni caso l’orizzonte berlusconiano è cortissimo e i cinque candidati del centrosinistra light, in tale contesto nazionale, altro non sono che un incidente della Storia. O almeno tale dovrà considerarsi il vincitore delle Primarie che, sfidando il presidente uscente, Michele Iorio, sarà chiamato in realtà a dare l’avviso di sfratto al Papi nazionale. Oggi e domani, rispondendo all’Infiltrato, i contendenti racconteranno ai molisani cosa intendono fare per una regione che è diventata il paradigma della deriva italiana e che, vale la pena di ripeterlo, per un mero incidente della storia (un giro di carte fuori mano) è chiamata a decidere le sorti di Silvio Berlusconi. Quella molisana, per il Cavaliere, le cavallerizze e i suoi scudieri, potrebbe essere la legnata della staffa. Cioè l’ultima.

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