PARLAMENTARIE M5S/ Tanti giovani e donne nelle liste. Ma ci sono molti scontenti. E scoppia la rissa

Trentuno liste circoscrizionali. Il 55% dei capilista sono donne. Tra i rappresentanti del Movimento impiegati, giovani, insegnanti, un astrofisico e anche una disoccupata. A sentire Beppe Grillo sembrerebbe che le “parlamentarie” siano state un successone. Eppure sono tanti i punti di domanda ancora aperti. A cominciare dalla mancanza di trasparenza (perlomeno per ora), dalla poca partecipazione (circa 30 mila hanno votato) e dalla chiusura in rissa tra alcuni esponenti di spicco del Movimento. Il rischio, a questo punto, è che quello che avrebbe dovuto essere il lancio finale del non-partito, finisca con l’essere il motivo di una perdita di consensi.

 

di Carmine Gazzanni

 

Sono giovani, donne, insegnanti, impiegati. C’è anche un astrofisico e una  pensionata. Con una media di età che si aggira intorno ai 35 anni. Ecco i nuovi parlamentari del futuro targati M5S, coloro che rappresenteranno il Movimento di Grillo in Parlamento. Sono tutti reperibili qui. Trentuno liste circoscrizionali e, a capo di queste, nel 55% dei casi ci sono donne. C’è anche una Grillo (Giulia: non parente, semplicemente omonima), capolista in Sicilia, la quale, emblematicamente, ha registrato il suo video di presentazione proprio sulla spiaggia dove il “capo politico” è arrivato a nuoto in occasione delle scorse elezioni regionali. Tra i capilista anche tre ventiseienni: la piemontese Laura Castelli, le studentesse Giulia Sarti dell’Emilia Romagna e Dalila Nesci della Calabria. Il nome più autorevole, però, è senz’altro quello di Roberto Fico, capolista in Campania, molto vicino a Grillo e che tutti danno – già da un pezzo – come candidato premier.

Insomma, sembrerebbe che tutto sia andato per il meglio. I punti di domanda, però, sono tanti. E alcuni dei quali sono stati formulati, tramite facebook o commenti ai post del blog, direttamente dagli attivisti. Il punto centrale – un po’ per tutti – è stata la mancanza di trasparenza: chi ha controllato i voti? Com’è stato eseguito lo spoglio? Saranno pubblicati dei verbali? Tutte domande legittime – considerando anche l’assenza di un Collegio dei Garanti – a cui, almeno per il momento, il comico non ha risposto. C’è chi  invece si chiede che ruolo abbiano giocato Grillo e Casaleggio in questo contesto; chi infine come si sia potuto scegliere candidati nei fatti a scatola chiusa. Dubbi più che legittimi, anche perché – ovviamente – nemmeno il “capo politico” del Movimento conosceva e poteva garantire su tutti i millequattrocento candidati.

Non solo. Anche quella che ci si aspettava potesse essere una grande partecipazione, in realtà non lo è stata: Grillo stesso parla di “95 mila voti disponibili”. Considerando che ogni elettore aveva diritto ad esprimere ben tre preferenze, si potrebbe parlare di un elettorato che si aggira intorno ai 30 mila. Non di più.

Ma i problemi sono stati (anche e soprattutto) altri. Come ricostruisce in maniera impeccabile Fabio Chiusi su L’Espresso, proprio ieri, nell’ultimo giorno disponibile per le votazioni, è scoppiata una rissa telematica tra due importanti esponenti del Movimento: il consigliere regionale in Piemonte Davide Bono e il capogruppo in consiglio a Torino Vittorio Bertola. “Oggetto del contendere – scrive Chiusi – la possibilità o meno di pubblicizzare le proprie preferenze, ed eventualmente di farne propaganda online, specie sui social network”. Beppe Grillo, in proposito, aveva detto: “Chi cercherà di pilotare il voto sarà diffidato e escluso dalle votazioni, sia che si tratti di candidato che di votante”. Cosa vuol dire? Che non è permesso farsi auto-promozione? Difficile dirlo. Fatto sta che Bertola, dal suo profilo facebook, ha sponsorizzato due candidati: Alberto Airola e Yari Latini. I commentatori, però, intervengono immediatamente parlando di un comportamento “contrario al codice etico”. Ed ecco allora che ad intervenire è Davide Bono: “L’unico delegato di lista credo in Italia che ha dato consigli sul voto e ha messo i suoi amici, sei tu. Quindi credo che potresti stare zitto e faresti più belle figura”. E ancora: “Questa nota è scorretta, tu sei stato scorretto. Vedi di cancellarla”. Bertola, però, non si fa intimorire: “Io adesso potrei rispondere a tono a Davide e a Giorgio raccontando tutte le belle cose che hanno fatto loro in queste settimane, ma poi verrebbe fuori una rissa galattica”.

Bono, però, incalza direttamente dal suo profilo: “Un delegato di lista del Piemonte 1 non ha fatto il suo dovere di super partes e ha segnalato due persone (Airola e Corazzini, quest’ultimo suo amico personale): mi sento di dire di non votarli, soprattutto Corazzini che già si sta facendo campagna a pagamento su Facebook”. Interviene allora Bertola: “Davide, le regole di chi, le tue?”.  Al che intervengono gli stessi Corazzini e Airola. Il primo commenta: “Trovo ignobile il modo in cui sia stato messo in mezzo anche Alberto Airola, persona molto seria che ha fatto tanto e in silenzio e che merita di andare a rappresentarci a Roma”; il secondo ci va giù pesante: “Se tu e il Movimento state diventando questo, spero proprio di non andarci a Roma a rappresentarvi, vergognati”. E ancora Corazzini a Bono: “Il modo in cui stai danneggiando la sua reputazione è da querela”.

Insomma, la partita delle Parlamentarie si è chiusa con le scintille. Ma, d’altronde, era facilmente immaginabile. Il clima era teso da giorni. Basti leggere i tanti e tanti commenti di attivisti scontenti del meccanismo di queste votazioni. Ora il rischio è che quello che avrebbe dovuto essere il lancio finale del non-partito, finisca col diventare il motivo di una perdita di consensi. Tanti già ora si sono allontanati dal Movimento perché esclusi dalla competizione o perché imbarazzati – come ha osservato più di uno – da alcuni candidati impresentabili (almeno stando ai loro video).

Ora bisognerà lavorare sul programma, un punto centrale per il Movimento. Fino ad ora le proposte dei candidati sono state molto generiche. Ieri Beppe Grillo ha detto che “prima delle elezioni, tutti gli iscritti con documenti certificati potranno partecipare alla stesura on line del programma elettorale del M5S”. Sarà necessario, questa volta, pensare ad un sistema che assicuri realmente democrazia e partecipazione orizzontale. E trasparenza. Cose che, stando a molti attivisti, sono mancate nel corso delle parlamentarie.

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