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La verità sul Governo Letta? Slittano Imu e altri provvedimenti. Gli esodati? C’è tempo…

Quando leggeva il programma delle mirabilie tutti a tessere elogi e peana del Nuovo Messia, alias Enrico Letta. Tempo qualche giorno e i nodi vengono al pettine. O meglio: le boiate raccontate in quel dì da Letta si stanno rivelando per quello che sono, ovvero barzellette. Solo fumo negli occhi di un popolo cui è stato deciso di dare qualche giorno di tregua prima della mazzata finale. Slittano, infatti, le decisioni sull’Imu e sugli altri provvedimenti. Mentre su esodati e lavoro, vera emergenza nazionale, si prende tempo. Nell’attesa di altri suicidi…

 

Un’ora di ritardo e appena un’ora di riunione. Poi le prime indiscrezioni e infine Palazzo Chigi annuncia, poco dopo le nove di sera, che «il governo ha deciso di sospendere il pagamento dell’Imu e di rifinanziare la Cig».

Tuttavia il decreto «verrà approvato nei prossimi giorni, in modo da definire le modalità tecniche, garantendo comunque che i Comuni non si trovino in deficit di cassa». Insomma, un rinvio dettato dal pressing del Pdl e dello stesso Pd sulla necessità di far slittare la rata del 17 giugno non solo per le prime case ma anche per capannoni e negozi.

Un flop che fa slittare in avanti anche gli altri provvedimenti annunciati: eliminazione dello stipendio per i ministri che sono anche parlamentari e rifinanziamento della cassa in deroga. Se ne riparla non prima di mercoledì (o forse giovedì) chiarisce poi il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, parlando a 8 e 1/2 su La7, visto che oggi e domani lui sarà alla riunione del G8 nel Regno Unito, poi all’Abbazia di Spineto per il vertice convocato da Enrico Letta, e poi ancora a Bruxelles fino a martedì.

IL PRESSING

Nel frattempo lavoreranno gli sherpa. C’è chi parla di battaglia in corso e chi cerca di minimizzare: «L’errore è stato di aver creato l’aspettativa – spiega una fonte di governo – quando l’esame sul decreto non era stato sufficientemente approfondito e il testo è stato scritto di corsa. E comunque non esiste che si rinvia sulla casa e non sui capannoni».

In questa direzione, fra l’altro, si è intensificata la pressione di Confindustria e di Rete Imprese Italia. Ma il rinvio di ieri prelude ad un riassetto di più ampia portata. Saccomanni si è impegnato ad una revisione complessiva dell’imposizione sugli immobili «entro 100 giorni dalla data di scadenza della prima rata dell’Imu». Quindi entro fine settembre.

Intanto il governo guadagna tempo per riorganizzare la materia incandescente sapendo che c’è tempo fino a fine anno, quando è fissato il saldo finale, per trovare le coperture. Comunque, ha fatto anche capire Saccomanni, una tassazione sulla casa è da mettere in conto e per i capannoni il ministro si è limitato a citare solo «certi immobili agricoli utilizzati come abitazione anche se fanno parte di impresa agricola».

LA CASSA

Le cifre ballano: ieri si è parlato di compensare lo slittamento della rata di giugno con un anticipo di cassa ai Comuni limitato a 1,2 miliardi (e non 2) che corrispondono al fabbisogno fino a settembre. Per la Cig, confermato l’impegno di 1-1,5 miliardi che saranno reperiti, ha spiegato Saccomanni, «utilizzando fondi già stanziati e non utilizzati nel bilancio del ministero del lavoro e di altri ministeri».

Nel pacchetto finiranno anche i 4 milioni che si risparmieranno sugli stipendi dei ministri: «Una cifra simbolica – l’ha definita lo stesso Letta – ma con un suo significato». Il governo esclude nuove tasse e tagli lineari, ma non una spending review mirata a fine anno. Saccomanni conferma l’obiettivo di fermare l’aumento dell’Iva a luglio.

Sugli esodati invece si interverrà in un secondo momento visto che il «problema si pone per il 2014». «L’Italia non rischia il default», risponde il ministro a Grillo, ma «bisogna fare di più per ridurre lo spread». Una manovra ora non è in vista ma nella legge di stabilità «una revisione delle agevolazioni fiscali è una strada obbligata»

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Barbara Corrao su IlMessaggero.it

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