Influenza Ah1n1: servizio antibufala contro le aziende farmaceutiche

La febbre suina non è una pandemia: servizio antibufala contro le aziende farmaceutiche che vendono il vaccino e creano l’influenza suina Ah1n1.

di Andrea Succi

Il popolo è in trepidante attesa del vaccino salvatore che curerà tutti i mali, senza pensare che ne procurerà altri e ben peggiori.

L’emergenza, è scoppiata l’emergenza. Tutti al riparo. Anzi no. Siccome chiudersi dentro casa non si può – altrimenti chi va a lavorare, mettere benzina, fare la spesa, pagare le bollette – ecco che basta una semplice mascherina per proteggersi da un virus che viene dipinto come il più potente mai apparso sulla terra.

Una semplice mascherina? Ma come si può essere tanto stupidi da credere in simili corbellerie?

La presunta influenza Ah1n1, che in Europa ha ucciso la “bellezza” di 325 persone (al 3 novembre 2009), sarebbe sul punto di esplodere e fare una carneficina. Peccato che una normale influenza stagionale abbia una mortalità di gran lunga superiore a quella dell’influenza Ah1n1: secondo il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (Cnesps, Iss) ogni anno si verificano in media 8000 decessi per tutte le complicanze legate all’influenza stagionale.

Nel caso dell’influenza Ah1n1, come già detto, siamo a 325 morti, di cui 14 in Italia.

Emergenza? Emergenza per chi? Per le aziende farmaceutiche o per la popolazione?

Un dato su tutti spiega meglio di qualunque inchiesta quanto falsa sia quest’emergenza e quanto pericoloso sia il vaccino che lo Stato italiano, coadiuvato dalle aziende farmaceutiche, vuole propinare ai suoi sudditi: circa l’80% dei medici italiani rifiuta di vaccinarsi.

Come mai? Intelligenti pauca…

Riporto uno spezzone dell’articolo di Rita Pennarola, dal titolo “Il vaccino dalle uova d’oro”, apparso sul numero de La Voce delle Voci di Ottobre:

Altro allarme e’ quello lanciato dall’economista e politologo William Engdahl, collaboratore di testate come Asia Times e autore di libri sulla globalizzazione. A meta’ settembre il gruppo indipendente internazionale Global Research pubblica un articolo in cui Engdahl rivela la presenza di nanoparticelle nei vaccini per l’influenza Ah1n1.

«Ora e’ saltato fuori – si legge – che i vaccini approvati per essere utilizzati in Germania e nei paesi europei contengono delle nanoparticelle in una forma che e’ risultata attaccare cellule sane e che puo’ essere mortale». 

Il sistema era stato messo a punto nel 2007 dai ricercatori dell’Ecole Polytechnique Fe’de’rale de Lausanne i quali, in un articolo pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology, avevano spiegato: «queste particelle sono cosi’ sottili che, una volta iniettate, nuotano nella matrice extracellulare della pelle e vanno di filato ai linfonodi.

Entro pochi minuti raggiungono una concentrazione di cellule D migliaia di volte maggiore che nella pelle. La risposta immunitaria puo’ essere quindi estremamente forte».
«C’e’ un solo – obietta Engdahl – piccolo problema: i vaccini che contengono nanoparticelle possono essere mortali o, come minimo, causare danni irreparabili per la salute».

Le particelle di nanodimensioni – viene spiegato – si fondono con le membrane del nostro corpo e, secondo studi recenti condotti in Cina ed in Giappone, vanno avanti a distruggere le cellule senza sosta. Una volta che hanno interagito con la struttura cellulare, non possono piu’ essere rimosse.
«Dopo lo scandalo dell’amianto – incalza Engdahl – e’ stato appurato che particelle di dimensione inferiore ad un milionesimo di metro, per la loro enorme forza attrattiva, penetrano in tutte le cellule distruggendo tutte quelle con le quali entrano in contatto. E le nanoparticelle sono ben piu’ piccole delle fibre di amianto. Prove effettuate a Beijing dimostrano gli effetti mortali sull’uomo».

E ora chi ha il coraggio di vaccinarsi o, peggio ancora, di far vaccinare i propri bambini?

Loading...