Corso di giornalismo investigativo: sfida alla disinformazione

Corso di giornalismo investigativo: La Voce delle Voci raccoglie l’invito a formare “nuove leve sane di giornalisti d’inchiesta”, contro la disinformazione.

Infiltrato.it sostiene e promuove il primo corso di giornalismo investigativo organizzato dalla Voce, l’unico mensile di politica, economia e cultura che fa un’informazione realmente indipendente dai poteri forti. Come si può affermare una cosa del genere? Semplice: è subissata di querele, attacchi e minacce in maniera costante e continuativa; questa è la vera controprova della qualità del lavoro, per chi fa un certo tipo di giornalismo.

Non si può pensare di scrivere inchieste e di farla sempre franca, altrimenti viene il sospetto che quelle inchieste non diano fastidio proprio a nessuno. E allora che inchieste sarebbero?

La Voce delle Voci nasce da una gloriosa testata meridionale, La Voce della Campania, presso cui sono cresciuti, tra gli altri, Michele Santoro e Giuseppe D’Avanzo. Nel 1984 un giovane Andrea Cinquegrani, collaboratore della testata, decide di rilanciarla e di farne un mensile, le cui inchieste saranno riprese non solo a livello nazionale ma persino internazionale. Erano i tempi di ‘O Ministro, dei fondi per il terremoto dell’Irpinia, del sequestro Cirillo: il materiale non mancava, il lavoro fu ottimo, tanto è vero che Giorgio Bocca – nel lontano 1992 –definì la testata di Cinquegraniuna voce nel deserto, un mensile dove compaiono i puzzle delle società fasulle in cui politici, camorristi e finti galantuomini intrecciano instancabilmente le loro trame di furti e malversazioni”.

Dal chi siamo del sito www.giornalismoinvestigativo.com approfondiamo un po’ di storia de la Voce:

Dagli anni di Mani Pulite in poi la redazione della Voce è diventata punto di riferimento per inviati di tutto il mondo, cui fornisce materiali di documentazione, meritando centinaia di riprese stampa ed interviste. E’ del 2005 la collaborazione con Giorgio Bocca per il libro “Napoli siamo noi” (Feltrinelli).Nel 2007 due inchieste pubblicate sulla Voce della Campania vincono – ex aequo – il Premio Saint Vincent di giornalismo quale migliore inchiesta pubblicata nel 2006 su periodico locale. Si tratta di “Telecom-plotto”, copertina di Ottobre 2006, e di “Scaramella al veleno”, copertina di Dicembre 2006.

Fin dagli anni ‘90 la Voce si è segnalata nel panorama nazionale come l’unico mensile  con centinaia di riprese da parte di altri organi di stampa per l’esclusività delle sue inchieste: persino Il Fatto Quotidiano, il primo giorno che è comparso in edicola, ha aperto con una notizia ripresa da La Voce, relativamente all’inchiesta della Procura di Potenza su Gianni Letta & co.
E forse anche per questa sua esclusività dal 2001 al 2004 La Voce delle Voci – all’epoca Voce della Campania – è stata fra i giornali italianiattenzionatidal Sismi di Nicolò Pollari e Pio Pompa, entrambi  sotto inchiesta a Perugia per dossieraggio illegale ai danni di magistrati e giornalisti.

 

Questa la presentazione del corso:

A giugno del 2008 La Voce delle Voci e’ stata fra gli organizzatori di un incontro pubblico sul tema “Le macchine del fango – poteri deviati e informazione”, tenutosi a Roma. Col contributo di magistrati, giornalisti, costituzionalisti e parlamentari, gettavamo luce per la prima volta su un fenomeno che oggi, esploso in tutta la sua virulenza, e’ ogni giorno in prima pagina. La grande stampa sembra svegliarsi solo ora, esterrefatta. Eppure non sono mancati, almeno negli ultimi dieci anni, non solo segnali del fenomeno, ma prove evidenti. A cominciare dai “terminali” delle macchine del fango, che siedono proprio nelle redazioni, ma talvolta anche nei palazzi di giustizia, oltre che ovviamente in quelli della politica.

E’ anche da queste considerazioni che dalle parti piu’ avvedute del Paese – e ci riferiamo, ad esempio, a consulenti delle commissioni parlamentari d’inchiesta, a cominciare da quelle sulle stragi – ci e’ arrivato piu’ volte l’invito a formare nuove leve sane di giornalisti d’inchiesta: professionisti che, in luogo di riportare pedissequamente – nel migliore dei casi – le veline dei palazzi, siano in grado di indagare oltre le notizie e di farlo nella massima trasparenza, nel rispetto della deontologia professionale ma, soprattutto, nell’esclusivo interesse della collettivita’ e dell’opinione pubblica.

Gli esempi di questo giornalismo dalla parte dei cittadini, che rispetti fino in fondo la sua funzione di pilastro della democrazia – in quanto strumento indispensabile di controllo del potere – nel nostro Paese di certo non mancano, benche’ sul piano numerico rappresentino sicuramente la parte minoritaria della professione.

La Voce delle Voci, che su questa linea di servizio ai cittadini si muove da sempre con rigore, ha deciso di raccogliere l’invito, che e’ anche una sfida. Stiamo mettendo in campo un Corso di giornalismo investigativo semestrale che partira’ a Napoli, probabilmente a fine novembre, e potra’ contare come docenti sui grandi opinionisti della Voce, ma anche su altre firme del giornalismo italiano e sulla collaborazione di magistrati, avvocati penalisti, professionisti dei mondo dei media.

Da ottobre partiamo con la raccolta delle iscrizioni, convinti come siamo che il corretto esercizio del giornalismo investigativo sia, oggi piu’ che mai, il modo giusto ed efficace per contribuire a rafforzare una democrazia in balia di poteri inconfessabili e di macchine del fango pronte a tutto.
A breve ci sara’ il primo incontro pubblico, la cui data sara’ annunciata sul sito.

Tutte le info sono sul sito www.giornalismoinvestigativo.com

 

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