Consultazioni farsa, Napolitano ha già deciso: programma dei saggi, Amato o Letta premier

Le consultazioni di ieri hanno sancito un fatto inequivocabile: c’è poco o nulla da discutere perché tutto è già stato deciso altrove. Avere Amato o Letta alla Presidenza del Consiglio significa consegnarsi nelle mani dell’Aspen Institute, di cui nell’ultimo periodo abbiamo parlato e scritto tanto. E mentre Napolitano salutava i gruppi, si svolgeva una direzione nazionale del Pd calma come il mare in tempesta. Tutti contro tutti, ognuno con le proprie ragioni. Vediamo allora cosa è successo.

di Viviana Pizzi

A sorpresa la Lega Nord, che ha sostenuto l’elezione di Napolitano, si dice forza di opposizione al pari del Movimento Cinque Stelle e Sel. La maggioranza quindi si screma e si riduce a Pd- Pdl e Scelta Civica. Napolitano questa mattina dovrà uscire con un nome. Dopo i rumors sulla candidatura di Matteo Renzi i papabili restano sempre Giuliano Amato ed Enrico Letta.

PD: TRA LE DIMISSIONI DEFINITIVE DI BERSANI E LA CANDIDATURA IMPROBABILE DI RENZI

La notizia che aleggia davanti al Quirinale, nella giornata della direzione del Partito,  è la proposta di Orfini, del Movimento dei Giovani turchi del Pd, di candidare Matteo Renzi alla poltrona di premier. Lui stesso si è detto disponibile qualora lo proponesse il suo partito anche se poi ha ammesso che è improbabile.  Bersani da parte sua, durante la direzione del partito ha confermato le sue dimissioni dando al vicepresidente e ai capigruppo di Camera e Senato l’incarico di presentarsi alle consultazioni con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Un segretario dimissionario che ha saputo riconoscere i propri errori soprattutto quando ha ammesso che “i dirigenti del partito non hanno saputo distinguere il piano politico da quello istituzionale”.

Alle 19 Enrico Letta, Luigi Zanda e Roberto Speranza si sono recati al Quirinale. Stringate le dichiarazioni del primo che riassumono quello che si è detto nella direzione del Partito. Nessun nome del premier è stato fatto ma il Pd si è detto disponibile e volenteroso nella ricerca e nella nascita di un governo.

Abbiamo illustrato a Napolitano i due punti essenziali su cui lavorare – ha sostenuto Letta- si tratta di risolvere l’emergenza economico sociali e la riforma di una politica che non si è mostrata credibile. Bisogna ridurre il numero dei parlamentari, istituire la Camera delle Regioni, abolire le province e un cambio della legge elettorale. Confidiamo nelle scelte del Presidente della Repubblica che arriveranno nella giornata di domani”.

 

BERLUSCONI NON FA NOMI MA PARLA DI UN GOVERNO DURATURO

Silvio Berlusconi, Angelino Alfano, Renato Schifani e Renato Brunetta escono dal Quirinale alle 18.30.

Le loro dichiarazioni sono secche e significative. “Vogliamo un governo stabile e confermiamo questa posizione che è quella degli ultimi tempi. Quello che chiediamo è un governo duraturo con tutte le forze democratiche in campo”.

 

SCELTA CIVICA: L’UNICA PREGIUDIZIALE È UN GOVERNO STABILE

I montiani Mario Mauro e Lorenzo Dellai sono usciti dal Quirinale dopo aver sostenuto di non aver posto al Presidente Napolitano nessuna pregiudiziale per la formazione del nuovo Governo.

Siamo determinati a rispondere positivamente a tutte le richieste – hanno sostenuto – da parte nostra non sono state poste condizioni visto che abbiamo condiviso ogni parte del discorso che il Presidente ha illustrato alla Camera. L’unica è quella che il Governo si impegni nella soluzione della crisi, nella realizzazione delle riforme indicate dal Capo dello Stato e che il governo duri il tempo necessario affinchè queste ultime possano essere realizzate”.

 

MOVIMENTO 5 STELLE: SAREMO OPPOSIZIONE RESPONSABILE NON SIAMO NOI IL PROBLEMA DELL’ITALIA

A parlare con Giorgio Napolitano ci hanno pensato i capigruppo Vito Claudio Crimi e Roberta Lombardi.

Abbiamo detto al Presidente– ha sostenuto la Lombardi – che gli diamo ragione quando diciamo che siamo l’unica opposizione di questo Paese. Chiediamo rinnovamento, giustizia ed equità. Non saremo contrari a prescindere a ogni provvedimento che il governo vorrà adottare, la nostra sarà un’opposizione responsabile. Noi abbiamo però proposto i nostri 20 punti a Napolitano ma abbiamo capito che i partiti considerano inaccettabile qualsiasi nostra proposta. Alla nostra domanda “siamo noi l’emergenza del Paese” il Capo dello Stato ci ha risposto che questo è falso e inaccettabile”.

Abbiamo sentito bacchettare le altre forze politiche – ha aggiunto Vito Crimi –  assistendo ad applausi ipocriti in una situazione al limite dell’assurdo. Noi chiediamo cose che vanno dai tagli ai costi della politica alla corruzione eccetera”. E su Renzi: “La giovinezza è nelle idee e non è una questione anagrafica”.

 

SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ : IN CASO DI INCIUCIO SAREMO OPPOSIZIONE

Lo aveva sostenuto Loredana De Petris come capo del gruppo misto al Senato alle 11.30. Un’ora dopo la sua posizione è stata ribadita anche dal leader Nichi Vendola.  La coalizione di febbraio è dunque ufficialmente sciolta.

Abbiamo riconfermato l’apprezzamento nel Presidente Napolitano– ha sostenuto Loredana De Petris- ma abbiamo dato la nostra indisponibilità a un governo di larghe intese. No un Governo con chi porta la responsabilità di questa crisi”.

E il segretario Vendola aggiunge: “Esprimo ammirazione per il Capo dello Stato che ha accolto l’invito pressante delle Forze Politiche in una situazione di stallo. Abbiamo espresso il nostro interesse ad essere parte attiva nel processo di ripensamento degli assetti istituzionali. Chiediamo però garanzie: l’immediata abrogazione del Porcellum che si può fare con una sola e secca norma di legge. Bisogna cancellare la normativa sui rimborsi elettorali. Sono però contrario ad una forma di governissimo con un’alleanza Pd- Pdl. Questa non è la soluzione ai problemi del Paese. Saremo opposizione che punterà sulle tematiche del lavoro. Se c’è qualcosa che allevia i dolori del Paese non abbiamo problemi ad approvarla” .  E su Renzi: “ Leggiamo l’elemento di novità ma nessuno può essere così spiazzante da farci mutare il giudizio se nel governo c’è la presenza di chi ha portato l’Italia allo sfascio”.

 

LEGA NORD: SIAMO OPPOSIZIONE E DICIAMO NO AD AMATO E MONTI

Il segretario della Lega Nord e presidente della Regione Lombardia ha parlato con Napolitano nel pomeriggio ribadendo la sua posizione: opposizione.

Restiamo all’opposizione – ha ribadito Maroni – e auspichiamo che il governo nasca presto. Non siamo interessati a partecipare. I nostri unici interessi sono creare lavoro e che ci venga garantito che il 75% delle tasse rimangano al nord. Prima si affronta la crisi e meglio è”.

La Lega non ha fatto alcun nome ma ha ribadito che su due nomi non potrà mai dare la sua fiducia: Giuliano Amato e Mario Monti.

 

FRATELLI D’ITALIA: TUTTO DIPENDE DAL NOME CHE VERRÀ PROPOSTO

Prima di Vendola si sono recati al Quirinale anche i rappresentanti del Partito Fratelli d’Italia. Secondo i quali la possibilità di dare fiducia al governo dipende anche da chi verrà nominato premier.

Ad ogni forza politica– ha sostenuto Giorgia Melonicompete attenzione e così anche alla nostra. Per quanto riguarda il Governo ci aspettiamo di vedere cosa succede con l’incarico”.

Ci attendiamo – ha aggiunto La Russache sia il primo governo della Terza Repubblica con un totale salto generazionale. Solo allora potremo valutare la nostra posizione. Il nostro appoggio però passa per la Riforma già passata al Senato dell’elezione diretta del Presidente della Repubblica. Renzi? Corrisponde alla tipologia di persone che approviamo”.

 

CENTRO DEMOCRATICO E GLI AUTONOMISTI: SIAMO DISPONIBILI ALLA COLLABORAZIONE

Il primo a parlare è stato Pino Pisicchio di Centro democratico. Si è rispecchiato completamente nel discorso del giuramento del Presidente Napolitano ed è disponibile a un governo, anche se di larghe intese, che dia attenzione ai problemi del lavoro.

Stesso discorso per il Sudtiroler Volkspartei e per i deputati delle minoranze linguistiche della Valle D’Aosta. I due partiti però chiedono contatti con chi formerà il governo per far si che anche le istanze autonomiste vengano rispettate.

Per Mario Ferrara del gruppo “Grandi Autonomie” non si può parlare di Riforme istituzionali senza la partecipazione del Paese. Nulla hanno detto sulla possibilità che sia Matteo Renzi il nuovo premier.

Anche perchè candidare Renzi significherebbe bruciarlo e quanti ne hanno proposto la candidatura sono gli stessi Giuda pronti a pugnalarlo alle spalle. Ergo: Letta o Amato.

Loading...

Potrebbe piacerti anche Altri dello stesso autore