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CAMORRA e POLITICA/ Valerio Taglione (Libera Caserta):“Trasformiamo questa terra nella Terra di Don Diana.”

Per approfondire i legami tra camorra e politica, evidenziati nell’ultima inchiesta sul “Sistema Cosentino”, abbiamo contattato Valerio Taglione, di Libera Caserta, che ha cercato di mettere in risalto i riferimenti positivi di un territorio martoriato, spiegando che il problema non è solo Cosentino, “ma personalità insospettabili che “oggi si candidano col centro destra, domani col centro sinistra, dopodomani col centro”.

di Andrea Succi

Tutti sanno che questa è terra di camorra, ma “bisogna trasformarla nella terra di Don Diana”, fermo restando che se Cosentino è davvero colluso con i clan, “chi ci perde è l’intero territorio”. E allora cerchiamo di capire come funziona il meccanismo del voto, come questo sia influenzato da legami familistici che toccano anche persone per bene e non malavitose. Perchè il problema è talmente diffuso che a chiunque, o quasi, può capitare di essere parente del boss di turno. E le colpe dei clan non possono gettare ombra e fango su tutti.

 

Politica e camorra: a che punto siamo?

C’è stata una fase iniziale in cui la politica si era legata alla camorra ma ora possiamo dire che questo legame è un pò più difficile da attuare. È chiaro che ci sono ancora problemi di questo tipo ma esistono anche sforzi significativi da parte di alcuni sindaci che stanno provando ad invertire la rotta. Il percorso verso la legalità è complesso, perchè si parte da legami profondi in un contesto dove la camorra è entrata negli appalti, a testimonianza di un grosso problema nell’area casertana. Ma ci sono anche dei segnali di riscossa.

Quali?

Ci sono amministratori che in qualche maniera provano con difficoltà ad avere la schiena. Nessuno si vuole lanciare a fare nomi, perché da un giorno all’altro la situazione può cambiare, però da osservatore non posso dire che tutti i sindaci sono legati alle mafie.

Alle elezioni del Marzo 2010, nella circoscrizione di Caserta, Lorenzo Diana ha preso 4.130 voti. Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, questa cifra potrebbe rappresentare una ventata d’ottimismo, ma se paragonata ai numeri di altri esponenti più chiacchierati, desta forte preoccupazione.

Se il termine di paragone è Lorenzo Diana, 4.130 voti possono essere tanti o pochi, non voglio giudicare. Certo è che i cittadini del territorio sono ancora confusi rispetto ad una politica incapace di esprimere qualcosa di positivo. I grossi problemi che ci troviamo ad affrontare sono sì determinati dalla camorra ma in qualche maniera hanno trovato una classe dirigente poco attenta e poco capace di gestirli. E questo comporta che la cittadinanza non ha ancora ben chiaro, forse, il valore del voto e quindi, in alcuni casi, la scelta elettorale viene fatta per amicizia, per conoscenza o perché si spera in qualche favore.

Ma la cosa strana, sempre in riferimento alle ultime elezioni dove il Pdl ha trionfato, grazie soprattutto a Cosentino, che poi è l’esponente principale di questo partito in Campania…

Si, ma insomma, non è che tutti in quel partito sono in qualche maniera legati al mondo della camorra. In questo territorio bisogna individuare delle strategie, dei riferimenti sicuri, e non di persone piuttosto di percorsi credibili da percorrere insieme. Quando governava il centro-sinistra le cose non andavano certo meglio.

Ti stavo dicendo che il problema non riguarda le persone che non vanno a votare, perché in diversi comuni del casertano (e non solo) c’è stata un’affluenza record, quasi innaturale. Certo è che la maggior parte di quei comuni dove nel 2010 ha trionfato il centro-destra, erano tutti in mano all’opposizione.

Qui c’è un problema che investe tutto il tessuto politico. Ci sono personalità che in qualche maniera orientano voti, si spostano da un partito all’altro, oggi si candidano col centro destra, domani col centro sinistra, dopodomani col centro. Purtroppo il voto è ancora un fatto abbastanza personale e questa è una malattia che non si può sconfiggere in poco tempo.

Parliamo di Cosentino e della sua ascesa politica, quasi inarrestabile, prima regionale e poi nazionale. Quello che mi sono sempre chiesto è se, in certe zone, si può essere eletti senza avere l’appoggio di chi condiziona il voto, in questo caso la Camorra.

Queste sono domande retoriche. Presumo di no, fermo restando però che Cosentino è lo stesso che è stato battuto da Sandro De Franciscis nella corsa elettorale per la presidenza della Provincia di Caserta, nel 2006 (eletto con il Pd, rimasto in carica fino al 2009, nella notte tra domenica e lunedìi ha subito un raid criminale nella sua abitazione, ndr) . In una carriera politica ci sono dei momenti in cui sicuramente si può contare, in aluni territori, su determinati appoggi ma questo può valere per Cosentino così come per altri, magari insospettabili, che all’improvviso vengono individuati come riferimenti del clan e quindi vengono votati. Vedremo cosa sarà di questa carriera di Cosentino e se le indagini dimostreranno che il suo percorso politico è stato favorito dalla camorra, non potrà farci che dispiacere perché sarà l’intero territorio che avrà perso, non solo Cosentino.

Pare che l’ex Prefetto di Caserta, Maria Elena Stasi, sia stata alquanto benevola nel concedere le certificazioni antimafia alle aziende della famiglia Cosentino.

Non so se è vero quanto dici, ma mi posso solamente preoccupare se anche in Prefettura ci sono stati problemi o sono stati concessi certificati antimafia omettendo o falsificando i dati.

È quantomeno strano, perché non è una novità che alcuni famigliari di Cosentino siano imparentati con esponenti del clan dei Casalesi.

Per quanto riguarda Cosentino non lo so e  non mi interessa nemmeno, ma purtroppo il problema camorra è talmente esteso che tante persone per bene hanno legami di parentela con esponenti dei clan, senza per questo risultare dei malavitosi. Le colpe di famigliari appartenenti al clan non possono ricadere su tutti.

Diversi pentiti parlano di Cosentino come il referente dei clan.

Aspetto quello che sarà il processo. La mia idea è che se Cosentino è stato colluso con i clan, questo rappresenterà un grande problema per il territorio, anche se mi auguro che non lo sia, per la sua vita diciamo. Ma io fondamentalmente mi preoccupo per questo territorio,di far conoscere i suoi valori, i suoi riferimenti, i suoi simboli positivi, così come tanti cittadini di questo territorio possono essere dei simboli positivi. Mi auguro che il processo faccia luce e se è stato colpevole lo si condanni.

Libera Caserta ha mai subito minacce per la sua attività anti-camorra?

Al momento no, piuttosto abbiamo riscontrato la lentezza delle istituzioni che non hanno ben capito che bisogna favorire i cittadini, così come è prescritto anche dalla costituzione. Tutti abbiamo consapevolezza che questa è terra di camorra, ma dobbiamo provare a costruire la terra di Don Diana, a riconoscerci intorno a qualcosa di positivo,  che in questi territori sta nascendo. Penso alle esperienze di economia sociale, con cooperative che si stanno unendo, come “Le terre di Don Diana” e altre che utilizzano beni confiscati ai clan. Questa è la risposta che non stiamo provando a dare in questi territori.

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