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Ballottaggi 2013: ecco tutti gli apparentamenti. Il Pdl rischia la débâcle totale

Mancano ormai cinque giorni ai ballottaggi delle amministrative 2013. E la partita vera, quella degli apparentamenti tra forze politiche fino all’altro ieri su fronti contrapposti, si sta ancora giocando. I pronostici indicano il Pd favorito praticamente ovunque: ecco cosa sta succedendo nelle piazze più importanti d’Italia, chiamate al secondo turno elettorale. Con una sola certezza: il Pdl rischia la débâcle totale.

di Viviana Pizzi

ROMA: ALFIO MARCHINI SI FA DA PARTE E NON SI SCHIERA AL BALLOTTAGGIO

I termini per un accordo scadevano sette giorni prima della seconda chiamata alle urne. Che il Movimento Cinque Stelle non accettasse nessun accordo era ormai scontato. Che Sandro Medici non volesse accordarsi con Marino era un altro dato di fatto. Alla fine però anche Alfio Marchini ha deciso di farsi da parte e non schierarsi né a favore di Ignazio Marino né con Gianni Alemanno.

Tutto questo significa che ora toccherà ai due contendenti alla carica di sindaco cercare di convincere i propri elettori a votare per loro e magari spingere anche chi non è andato a votare al primo turno a recarsi alle urne.

La loro battaglia è tutta basata sui confronti, cosa che non si sa come dovrebbe convincere i romani a tornare al voto.

 

Gianni Alemanno con queste parole sottolinea la richiesta di un confronto pubblico al rivale: “Ignazio Marino sta evitando il faccia a faccia con il sottoscritto come si usa fare in qualunque paese democratico. Teme forse il confronto diretto? Si preoccupa del fatto che io possa discutere con dati alla mano e lui solamente con sogni irrealizzabili nel cassetto? O ha paura del fatto che messo alle strette possa commettere altre gaffes che dimostrerebbero che lui Roma non la conosce affatto? Sono mesi che continua a chiedere trasparenza e non gli è ancora chiaro che tutti i conti sono online e alla luce del sole così come richiesto per legge. Ignazio Marino a quando un confronto pubblico?”

La risposta di Marino non si è fatta attendere: “Di confronti con Alemanno ne ho fatti già quattro. Ne faremo altri due. Se ne facciamo di più vorrebbe dire che lo vedo più di mia moglie! Ora sento fortemente la necessità di fare ciò che lui non ha fatto in questi anni: incontrare i romani e le romane, ascoltarli, parlargli delle mie idee per la nostra città”.

SIENA: ACCORDO TRA IL PDL E MARCO FALORNI

A Siena invece il ballottaggio Pd- Pdl che non ha permesso al candidato del centrosinistra Bruno Valentini di vincere al primo turno ha messo acquolina alla gola al Pdl che ha cercato e trovato l’alleanza tra Eugenio Neri del centrodestra e Marco Falorni che correranno ora insieme contro lo strapotere del Pd.

Neri ora al suo 23% aggiungerà il 4% di Impegno per Siena ottenuto da Falorni. Certo rispetto al quasi 40% della coalizione di centrosinistra ma la loro unione sarà certo basata sulla lotta al sistema di potere creato dal Monte dei Paschi di Siena e allo scandalo procurato.

BRESCIA: L’ACCORDO LO FA IL CENTROSINISTRA PER LIBERARSI DA BERLUSCONI

A Brescia, la città della contestazione a Berlusconi, l’accordo lo ha fatto il centrosinistra che ha ottenuto al primo turno il 38,6% dei voti.

Insieme a Emilio Del Bono correrà anche Laura Castelletti che al primo turno aveva racimolato il 7% delle preferenze. Matematicamente non dovrebbe essere vittoria certa ma bisogna sempre tenere sotto controllo l’astensionismo che fisiologicamente aumenta con il secondo turno delle elezioni.

A combattere da solo resta il Pdl di Adriano Paroli che al primo turno raggiunse il 38% dei voti. E con la pesante eredità dei fischi a Berlusconi il suo non sarà certo un cammino facile. Elezioni perse per il centrodestra? Saranno le urne a dirlo.

 

TREVISO: LO SCERIFFO MANCA L’APPARENTAMENTO CON ZANETTI, PARTITA IN SALITA

Ce la farà lo sceriffo Gentilini a recuperare gli otto punti di svantaggio ottenuti dalla coalizione di Manildo al primo turno? Nella città dove il Pdl supera di poco il 5% dei consensi la vittoria del centrodestra diventa sempre più difficile.

Lo sceriffo aveva contato fino all’ultimo momento sull’appoggio di Massimo Zanetti di Scelta Civica che aveva ottenuto il 10% delle preferenze.

Tuttavia all’ultimo momento l’accordo è saltato dopo che aveva anche firmato per l’apparentamento.

Quindi tutto come al primo turno? Luca Dotto si schiera ma non ufficialmente e più di qualche rumor dice che Zanetti potrebbe anche appoggiare Manildo o spingere al non voto. Tornerà lo sceriffo con la fascia da sindaco? Difficile a dirsi.

ANCONA: IL PDL SI APPARENTA CON LA LISTA CIVICA ALLEANZA PER ANCONA

Come a Siena anche nel capoluogo marchigiano il Pdl è ringalluzzito di essere riuscito ad arrivare al ballottaggio con il nuovo centrosinistra rappresentato da Pd e Scelta Civica che candida Valeria Mancinelli ottenendo il 32,7% dei voti.

Il Pdl che si è classificato secondo con il 20,5% di Italo D’Angelo tenta il tutto per tutto e per farcela arruola nel suo schieramento la lista Civica Alleanza per Ancona che prese circa il 2% al primo turno parlando anche degli assessorati di Paolo Giampaoli allo sport e Carla Lancianese al welfare in caso di vittoria.

Anche qui i numeri non sono promettenti per il Pdl ma il secondo turno, lo ricordiamo, resta comunque tutta un’altra partita.

AVELLINO: NESSUN  BALLOTTAGGIO UFFICIALIZZATO, PDL DEFINITIVAMENTE FUORI DAI GIOCHI

Ad Avellino, nonostante i giochi sotterranei di  Dino Preziosi dell’Udc  che vuole a tutti i costi assicurarsi la vittoria sul candidato del Pd Paolo Foti non è stato ufficializzato alcun apparentamento.

Negli uffici comunali non è stata ufficializzata alcuna alleanza tra i competitor del ballottaggio e coloro che sono rimasti fuori al primo turno. I berluscones ci hanno provato a rientrare apparentandosi con l’Udc ma l’accordo è sfumato.  Ora il ballottaggio sarà una partita a parte. Si parte da circa il 25% ottenuto dal candidato del Pd al 22% di quello dei centristi. Pochissimo per dire che la vincerà. Il tutto si giocherà in questi ultimi tre giorni di campagna elettorale.

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