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Amministrative 2013, tutte le sorprese che l’Italia non immaginava

Le comunali appena terminate, e che in molti casi vedranno la seconda chiamata alle urne per domenica e lunedì 9 e 10 giugno, si sono contraddistinte per varie curiosità verificatesi su tutto il territorio nazionale. Dal Piemonte alla Sardegna le sorprese non sono mancate: dai flop dei partiti tradizionali fino alle tre elezioni invalidate in Campania e Calabria. Mentre a Gagliole, nel maceratese, la spunta il primo sindaco comunista. 

 

di Viviana Pizzi

Del caso di Treviso ci eravamo già occupati in merito alla parziale sconfitta dello sceriffo Gentilini.

Il partito che ci lascia le penne però è il Pdl che, forse a causa dell’affermazione della lista civica che sosteneva l’ultraottantenne democristiano, scendendo alla percentuale del 5,43%. I berluscones ci terranno a giustificare in mille modi questo risultato negativo ma non è certamente il peggiore perché è solo il terzo in graduatoria.

Il Pdl in termini percentuali ha fatto peggio a Massa dove arriva al 5,11% dei voti: il candidato del centrosinistra Alessandro Volpi vince al primo turno con il 54,17% delle preferenze.  I sostenitori del Cavaliere si giustificheranno: vabbè è la rossa Toscana.

La palma d’oro in negativo la prende però in Calabria nel cosentino e in particolare a Corigliano Calabro dove si ferma al minimo storico del 4,87%. Al ballottaggio ci va la lista civica che sostiene Giuseppe Geraci con il 39,86% contro il candidato del centrosinistra Giovanni Antonio Torchiaro che raggranella il 16,41% delle preferenze con un Pd al 10,9% anch’egli al minimo storico.

I BERLUSCONIANI RESTANO FUORI ANCHE DA ALTRI 6 BALLOTTAGGI IMPORTANTI

Il Pdl fuori dai giochi a Vicenza dove il centrosinistra vince al primo turno con Achille Variati che si aggiudica il 53,47%. E non basta la leghista doc Manuela Del Lago a salvare le sorti di un centrodestra vecchio e malandato dove il Pdl arriva al 10,5% e la Lega stessa si ferma al 4,59%. Il Pdl perde la possibilità di andare al ballottaggio anche a Imola dove il primo cittadino Daniele Manca ha vinto al primo turno con il 53,66%. A Falconara Marittima, comune marchigiano praticamente attaccato ad Ancona, al ballottaggio ci arriva la lista civica che sostiene Goffredo Brandoni (46,31%) contro il centrosinistra  di Antonio Mastrovincenzo fermo al 32,96%. Qui il simbolo del Pdl non era proprio presente.  Lo stesso accade nella vicina Porto Sant’Elpidio dove Nazareno Franchelluzzi di  centrosinistra con il 45,77% si scontrerà con il candidato di Fratelli d’Italia e La Destra Andrea Putzu che arriva al 23,95%.

Pdl fuori dai giochi anche a Formia in provincia di Latina: il centrista Maurizio Costa rappresentato anche dall’Udc si attesta sul 28,52% contro il centrosinistra di Sandro Bartolomeo che arriva al 25,41%.

A Sulmona la coalizione di centrosinistra va al ballottaggio nonostante un Pd che arriva al 9,25%. Tutti insieme con le altre liste portano il candidato Giuseppe Ranalli al 32,77%. Contro di lui il civico Benedetto di Fulvio appoggiato anche dal Psi con il 21,81%. Pdl solo terzo.

L’ultimo caso ad Acri ancora una volta in provincia di Cosenza  dove al ballottaggio arrivano Giuseppe Salvatore Cristofaro di centrosinistra con il 38,47% contro Nicola Tenuta appoggiato da quattro liste civiche che arriva al 36,65%.

ALTRA GRANDE SCONFITTA È LA LEGA NORD FORZA PARLAMENTARE CHE A PISA ARRIVA AL RIDICOLO 0,35%

Il vero partito a fare flop è la Lega Nord che incassa brucianti sconfitte dal Piemonte alla Toscana senza possibilità di appello.

La più grande a Vicenza come abbiamo detto sopra ma ce ne sono altre numericamente ancora più grandi anche se con meno peso politico.

A Orbassano in Piemonte dove nonostante Eugenio Gambetta  il candidato che sosteneva è al ballottaggio con in centrosinistra e ha raggiunto il 48,5% la Lega Nord ha raggiunto un risultato pari al 2,51%.

Altro dato negativo a Bresso in provincia di Milano dove nonostante anche qui il candidato a sindaco Adriano Egidio Radaelli acceda al ballottaggio con il centrosinistra la Lega Nord arriva a uno storico negativo del 2,99%.

Dalla Lombardia all’Emilia Romagna arriviamo di nuovo a Imola. Ballottaggio off limits per il Pdl e Lega Nord all’1,4%.

I dati peggiori in Toscana e in particolare a Viareggio e Pisa dove il centrosinistra vince al primo turno. E la Lega Nord? Nel comune turistico della maremma Toscana arriva allo 0,74% mentre nella città della torre pendente il record negativo dello 0,35%. Percentuali da prefisso telefonico che segnano il minimo storico del partito di Bossi anche in Toscana.

IL PD NON È ESENTE DA FIGURACCE: FUORI DA DUE IMPORTANTI BALLOTTAGGI IN CAMPANIA, MALE NEL LAZIO E IN PUGLIA

E nei comuni con più di 15mila abitanti ci sono anche quelli in cui il Pd non è riuscito a entrare nei ballottaggi.

In provincia di Verona a Bussolengo il Pd è fuori dai giochi. Al ballottaggio il candidato di centrodestra Massimo Girelli con il 42,06% dei voti contro Maria Paola Boscaini appoggiata da che liste civiche.. Il Pd arriva soltanto a racimolare il 5,56% dei voti.

Scendendo arriviamo in Lazio e in particolare a Sabaudia dove il partito democratico non ha proprio presentato il suo simbolo e al ballottaggio sono finiti  Giovanni Secci del centrodestra con il 30,22% dei voti e Fratelli d’Italia con Maurizio Lucci che raggiunge il 26,25% dei voti. E il centrosinistra? Quello ufficiale non esiste ci sono solo liste civiche.

Ad Anzio il Pd c’è ma si classifica terzo insieme alla sua coalizione . La sfida a due fra quindici giorni si svolgerà tra Luciano Bruschini del centrodestra con il 32,44% e il candidato de La Destra e Fratelli d’Italia con il 29,33% .

Partito democratico fuori anche a Maddaloni nel casertano. Il ballottaggio è infatti previsto tra il centrodestra di Rosa De Lucia con il 40,33% e le liste civiche che appoggiano Andrea De Filippo con il 30,12%. Qui il Pd non aveva alleati e si è fermato al 15,35%.

Centrosinistra out anche a Marcianise dove Ciro Foglia sostenuto dall’Udc ha raggiunto il 33,83% contro il 30,08% di Antonio De Angelis di centrodestra.

A Manduria ennesima figuraccia del centrosinistra. . Al ballottaggio Luigi Morgante del centrodestra con il 27,09% contro le quattro liste civiche che hanno sostenuto Roberto Massafra che ha raggiunto il 25,84% delle preferenze.

E per finire andiamo al comune di Bisceglie dove Udc e liste civiche hanno raggiunto con Francesco Spina il 34,45% dei voti contro il 27,65% del centrodestra di Giovanni Casella con il 26,65%. Il Pd qui si ferma a una percentuale del 7,39%.

IL MOVIMENTO CINQUE STELLE È ANCORA IN CORSA IN TRE BALLOTTAGGI

Uno al Nord, uno al centro e l’altro in Sardegna. Sono i tre ballottaggi che, nonostante un risultato forse al di sotto delle aspettative, riesce a conquistare il Movimento Cinque Stelle.

Il primo a Martellago in provincia di Venezia dove si scontrerà con il centrosinistra. Monica Barbiero di  Pd- Idv e lista Civica con il 48,34% verrà sfidata dal candidato del Movimento Cinque Stelle Antonio Santoliquido che ha raggiunto il 17,46% dei voti.

Il secondo comune dove i pentastellati hanno raggiunto il ballottaggio è Pomezia. Anche qui si dovranno scontrare con il centrosinistra di Omero Schiumarini che raggiunge il 33,27% dei voti. Il Movimento schiera Fabio Fucci che raggranella il 24, 61% delle preferenze.

Il terzo è invece Assemini in provincia di Cagliari: qui il duello sarà tra il centrosinistra di Luciano Casula con il 23,85% contro il grillino Mario Puddu con il 21, 18%.

ISERNIA E IGLESIAS CAPOLUOGHI DI PROVINCIA DOVE IL MOVIMENTO CINQUE STELLE NON ERA PRESENTE: ECCO COM’È ANDATA

Tutti e due iniziano per i. In comune Isernia e Iglesias hanno anche un dato elettorale. In nessuno dei due capoluoghi di provincia il Movimento Cinque Stelle ha presentato liste elettorali.

A Isernia il centrosinistra senza l’elemento pentastellato è il centrosinistra ha vinto al primo turno di pochissimo. Luigi Brasiello intanto ce la fa con il 50,54% contro il centrodestra di Giacomo D’Apollonio con il 42,95%. Ousider la sinistra estrema di Celeste Caranci con il 6,5%.

Diverso il risultato di Iglesias dove si arriva al classico ballottaggio centrosinistra contro centrodestra che arrivano rispettivamente al 49,52% dei voti contro il 45,33%.

DUE BALLOTTAGGI ANOMALI: IL PRIMO TRA DUE COMPAGINI CIVICHE A SONA E IL SECONDO IN PROVINCIA DI COMO PER PARITA’ DI VOTI

A Sona in provincia di Verona nessun partito ufficiale agguanta il ballottaggio. Ci arrivano infatti due candidati di raggruppamenti di liste civiche Gianluigi Mazzi con il 27,28% contro Gualtiero Mazzi che si ferma al 20,84%.

In provincia di Como a Montorfano comune con meno di 5mila abitanti si arriva a un classico pareggio. Gianpietro Frigerio ed Enrico Civati hanno raggiunto entrambi 465 voti. Fra quindici giorni un ballottaggio deciderà chi dei due sarà il primo cittadino.

LISTE UNICHE E MENO DEL 50% DEI VOTI: ELEZIONI NULLE ARRIVA IL COMMISSARIO PREFETTIZIO

In tre comuni, due campani e un calabrese, la competizione elettorale ha portato il commissario prefettizio. Non ci sarà infatti sindaco a Montefusco nell’avellinese, a Futani nel salernitano e a Roccaforte del Greco.

In tutti e tre i paesini è stata presentata una lista unica che non ha raggiunto il 50% dei voti. Per questo si tornerà a votare alla prima tornata utile.

GAGLIOLE:UNICO SINDACO COMUNISTA IN ITALIA

Si chiama Mauro Riccioni ed è l’unico sindaco comunista in Italia. E’ stato eletto a Gagliole nel maceratese.

Vince con il 55% delle preferenze e di certo introdurrà nel suo piccolo paesino regole sulle imposte comunali tutte diverse da quelle del resto d’Italia. Ce la farà a cambiare qualcosa? Ai posteri l’ardua sentenza.

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