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ABBAZIA FLORENSE/ Lopez: “Lavoratori si troveranno per una pseudolegalità con la valigia” (VIDEO)

San Giovanni in Fiore (Cosenza). Abbiamo registrato un pezzo di un intervento di ieri del consigliere comunale Salvatore Lopez (Socialisti di Nencini). Ve lo proponiamo perché è molto indicativo delle logiche calabresi. Lopez sostiene che “molti lavoratori da domani in poi si troveranno per una pseudolegalità con la valigia in mano”. Il riferimento è alla vicenda della casa di riposo nell’Abbazia florense. In sostanza, Lopez ritiene che le inchieste e i servizi di Infiltrato, insieme alle azioni civili del Comitato pro Abbazia, producano nuova emigrazione; nello specifico dei lavoratori della residenza socio-sanitaria gestita dalla San Vincenzo De’ Paoli srl. Il nostro direttore, Emiliano Morrone, aveva già denunciato l’isolamento e i tentativi di di screditare l’informazione di Infiltrato e le battaglie di legalità del Comitato pro Abbazia florense.

di La Redazione

Ieri Pd e Socialisti di Nencini hanno tenuto un incontro pubblico a San Giovanni in Fiore (Cosenza), per illustrare la loro opposizione all’attuale governo di centrodestra della città. Tra i vari argomenti affrontati, i due partiti hanno discusso anche dell’Abbazia florense, monumento del XIII secolo a cui Infiltrato ha dedicato molta attenzione; a partire da un’inchiesta del direttore, Emiliano Morrone, sul restauro con fondi europei dell’edificio e sulla presenza, all’interno, di un ospizio ceduto dall’ex parroco a privati, benché i locali fossero – e siano – del Comune.

Dal ’46 l’ospizio, nato come opera pia, era gestito dalla parrocchia. A questa il municipio concedeva dei locali di sua proprietà in comodato d’uso gratuito, vincolato all’assistenza degli anziani, intesa come carità.  Lo dicono le carte, nero su bianco.

Nel 2006 l’allora parroco don Franco Spadafora cedette l’ospizio alla San Vincenzo De’ Paoli srl, la quale, con l’accreditamento della Regione Calabria, avvenuto nel 2007, trasformò l’opera pia in attività di lucro. Da lì la San Vincenzo De’ Paoli srl non paga un centesimo al Comune, obiettando la proprietà dei locali in capo alla Chiesa. La cessione avvenne per debiti, secondo don Spadafora, condannato altrimenti per una vicenda di truffa e appropriazione indebita di beni parrocchiali; per un valore, secondo il parroco attuale, don Germano Anastasio, di due milioni di euro.

Nelle carte della vicenda, Infiltrato ha scovato lettere del successore di don Spadafora, padre Santo Canonico, al vescovo di Cosenza, monsignor Salvatore Nunnari; lettere nelle quali Canonico denunciava la situazione disastrosa in parrocchia: bollette non pagate da anni e terreni venduti abusivamente. Ciononostante, la casa di riposo era indebitata e Spadafora pensò bene di cederla a privati, che, secondo l’atto di cessione, assunsero i debiti, di entità ignota al pubblico. La Curia arcivescovile avallò il passaggio, con la firma, nella scrittura privata, di monsignor Leonardo Bonanno, all’epoca vicario del vescovo di Cosenza.

 

L’otto settembre del 2006, Gaetano Pignanelli, ai tempi dirigente dell’Ufficio legale del Comune, firmò un parere del municipio favorevole all’accreditamento. Nel documento è scritto un dato falso, cioè che la San Vincenzo De’ Paoli srl esercita l’attività dal 1946. Questa società, invece, è nata nel 2006, in concomitanza con la predetta cessione. Il nome della srl, poi, è lo stesso dell’opera di carità. Secondo l’avvocato Domenico Monteleone, del Comitato pro Abbazia florense, non è possibile che società commerciali portino nomi che generino confusione, come nel caso di specie.

Nel 2007 la Regione Calabria accreditò la casa di riposo sulla base del documento di Pignanelli. Il Comune, sindaco era Antonio Nicoletti, dei Socialisti di Nencini, avviò un’azione civile per il rilascio degli immobili. Nicoletti chiese per lettera spiegazioni a Pignanelli, riguardo al parere rilasciato. Nel frattempo, Pignanelli si era trasferito alla Provincia di Cosenza, sempre come dirigente dell’Ufficio legale. “Mai nessuna risposta da Pignanelli“, ci ha dichiarato Nicoletti.

Al Comune di San Giovanni in Fiore arrivò la Guardia di Finanza (Nicoletti sindaco), che acquisì degli atti. Successivamente, i carabinieri del Nucleo di tutela del Patrimonio culturale acquisirono (sindaco Antonio Barile, Pdl) un fascicolo sull’Abbazia florense, compreso il parere firmato da Pignanelli.

Riguardo al parere, il direttore di Infiltrato ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Cosenza e alla Corte dei conti, poi recandosi al Dipartimento regionale delle Politiche sociali per domandare verifiche, dal dirigente generale Bruno Calvetta subito richieste al Dipartimento per la Tutela della salute.

Il Comitato pro Abbazia florense, ha denunciato questi fatti e negli anni scorsi ha reso note altre irregolarità, rilevate dall’Autorità di vigilanza sui Lavori pubblici. Le irregolarità, certificate dall’organo di controllo, interessano il conferimento degli incarichi di progettazione e direzione per il restauro con fondi europei dell’Abbazia florense, avvenuto con due delibere di giunta municipale; nel caso dell’incarico di progettazione con il recepimento, tramite delibera di giunta, di nomine effettuate da don Spadafora.

Abbiamo registrato un pezzo dell’intervento del consigliere comunale Salvatore Lopez (Socialisti di Nencini). Ve lo proponiamo in video perché è molto indicativo delle logiche calabresi. Lopez sostiene che “molti lavoratori da domani in poi si troveranno per una pseudolegalità con la valigia in mano”. Il riferimento è alla vicenda della casa di riposo. In sostanza, Lopez ritiene che le inchieste e i servizi di Infiltrato, insieme alle azioni civili del Comitato pro Abbazia, producano nuova emigrazione; nello specifico dei lavoratori della residenza socio-sanitaria gestita dalla San Vincenzo De’ Paoli srl. Il nostro direttore, Emiliano Morrone, aveva già denunciato questo modo di screditare l’informazione di Infiltrato e le battaglie di legalità del Comitato pro Abbazia florense.

Ieri nel pubblico c’era uno dei direttori del restauro dell’Abbazia florense, vicino al Pd. C’era anche uno dei soci della San Vincenzo De’ Paoli, altrettanto vicino al Pd. Tra i relatori dell’incontro c’era il deputato Franco Laratta (Pd), già membro della commissione parlamentare Antimafia. Sulle dichiarazioni di Lopez Laratta, che ha concluso l’incontro pubblico, non ha fatto commenti, pur avendo significato che oggi la politica deve riconoscere i propri errori.

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