Sicurezza, Difesa e Intelligence

GIOCO D’AZZARDO/ L’inarrestabile Armata Rossa cinese alla conquista del mondo

Che la Cina sia in piena espansione economica, questo lo si sapeva già. Ma in pochi sanno che la Repubblica Popolare ospita, ormai da tempo, la vera capitale mondiale del gioco d’azzardo che, al contrario di quanto si pensi, non è più Las Vegas ma è Macao: un piccolo territorio che affaccia sul mare e che è stato colonia portoghese fino al 1999, tanto è vero che le lingue ufficiali sono due: cinese e portoghese per l’appunto. Secondo quanto riportato dalle stime dei guadagni, non c’è nemmeno da fare un paragone tra Las Vegas, che può vantare un fatturato di oltre 10 miliardi di dollari e Macao, che si assesta sui 35 miliardi di dollari.

 

di Federico Succi

Un divario imbarazzante che pare destinato a diminuire nel 2013 visto che il governo cinese è intenzionato a varare nuove e più rigide norme anticorruzione, favorendo inoltre la crescita di aziende proprio all’interno della capitale del gioco.

Questo primato sembra essere molto duro e fastidioso da digerire dall’altra parte dell’oceano. Infatti, proprio in questi giorni il New York Times ha pubblicato un vasto reportage sulla corruzione dilagante e sui rapporti non proprio leciti tra malavita e politica presenti a Macao, tentando di giustificare così il primato perduto.

Forse però l’autorevole giornale americano si è sbadatamente dimenticato che a Las Vegas i primi casinò furono fondati dalla malavita organizzata e che fu sfruttata per lunghi anni per riciclare il denaro sporco. Ma questa è un’altra storia.

Ovviamente il cambio dei tempi è segnato dalla “migrazione” dei più forti gamblers del mondo dal Nevada a Macao, risultando sempre più spesso presenti all’interno delle sale da gioco cinesi.

I vari Antonyus, Ivey, Dwan sembrano ormai ospiti fissi nella nuova frontiera del gioco d’azzardo, lasciando sempre più vuote le sale di Las Vegas. Pare addirittura che a Macao si fatica a contenere il numero di giocatori tanto che le sale sono costrette a barare sull’effettiva metratura, visto che per legge hanno un limite di tavoli entro un certo spazio, costringendo i giocatori a spazi più piccoli del normale.

La cosa ancora più pazzesca è che non sono solo i gamblers ad aver seguito l’onda, ma anche le aziende americane tanto è vero che da Las Vegas San Corp e la Wynn Resort hanno investite cifre da capogiro nel fiorente mercato cinese sperando nel loro successo.

Inoltre la Mgm Resorts International, dopo aver costruito a Macao un primo casinò, sembra intenzionata a raddoppiare. Infatti, l’azienda americana ha annunciato di voler costruire un secondo complesso ancora più grande del primo, che ha 29 mila metri quadrati su cui sono distribuiti 1000 slot machine, 430 tavoli da gioco, con hotel a 5 stelle da 35 piani e 580 camere.

E chi prima cantava viva Las Vegas, ora dovrà cantare viva Macao.

Loading...