Nota pizzeria chiude: “In Italia troppe tasse, riapriremo in Spagna.”

 

Questa è una vicenda triste quanto esaustiva dello sfascio nazionale, che obbliga giovani e meno giovani, imprenditori grandi e piccoli, a lasciare il Paese per cercare fortuna altrove. E il caso della nota pizzeria di Empoli, raccontato da Samanta Panelli su La Nazione, dovrebbe far riflettere il toscano Renzi.

 

I costi di gestione, tra tasse e bollette, sono insopportabili. Non ha senso andare avanti: perciò abbiamo deciso, davvero a malincuore, di cedere la nostra attività, nonostante sia un locale sano, che funziona. Il nostro futuro è in Spagna». A parlare è Laura, con suo marito Claudio, al timone del “Meeting” di Sovigliana dal ‘90. La pizzeria e non solo, dall’inconfondibile insegna giallo-nera in viale Togliatti, tra qualche mese cambierà gestione e identità. Una notizia che ha lasciato ammutoliti fornitori e clienti di sempre, increduli di dover fare a meno di quel locale vecchio stile, punto di ritrovo di giovanissimi e non, ma anche di tifosi e giocatori dell’Empoli, pronto ad accoglierli fino a tarda notte. 

«Abbiamo cercato di coprire i costi sempre maggiori aprendo anche a pranzo. Ma è una battaglia persa: non ci sono prospettive e non ce la siamo sentita di dire no all’offerta che ci è stata fatta». Una decisione difficile, come testimonia l’emozione negli occhi di Laura, affiancata nella gestione del locale dai soci, ovvero i figli Alessia e Giorgio, la nuora Valentina ed Emilio, «un compagno di scuola di mio figlio, anche lui di Massa come noi. Ma nella nostra squadra ci sono anche Fausto, Arnel, Anna, Raul, Silvia e Vera, cui purtroppo non possiamo più dare lavoro. Il momento più difficile, anche se hanno capito la nostra scelta, è stato dire loro che il Meeting tra qualche mese non sarà più a Sovigliana, bensì in Costa Brava».

Sì, perché il domani spagnolo della famiglia continuerà a chiamarsi così. «A Lloret de Mar, nel locale che abbiamo preso in gestione, ci saranno stesso menù e stessa cucina — racconta Giorgio — Questo è il nostro sogno: quello che purtroppo non riusciamo a tenere in piedi qui, nonostante i conti siano sanissimi, proveremo a farlo altrove. Lo scorso anno, per la stagione estiva, abbiamo fatto un esperimento per ‘coprire’ i costi lievitati negli ultimi tempi per il locale di Sovigliana. Quest’anno abbiamo deciso di farne una scelta di vita».

La chiusura non sarà prima di giugno, «ma la voce si è già sparsa — racconta Laura — Non è facile chiudere un locale di cui ci siamo innamorati alla prima occhiata, tanto da spingerci a lasciare la nostra città, Massa, e a trasferirci qui. L’unica cosa che ci conforta è che lo lasciamo in buone mani: tra tante offerte ricevute in questi anni, siamo certi di aver scelto la migliore».

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