VIDEO MOLISE/ “Odio la mia City”, il rap che spacca (Campobasso). By Incubi di Plastica ft Dabong Fatherz

di FS

Qualche settimana fa, quando l’architetto Franco Valente, pungolatore delle menti molisane, chiamò i giovani alla rivoluzione culturale, ci chiedemmo se non fosse il caso di scavare sotto la spessa coltre di superficialità che ci circonda per scoprire l’eventuale esistenza di “gggiovani” molisani, talentuosi e, culturalmente, non allineati al piattume che il Potere regionale cerca di spendere e spandere. Dopo la storia di Francesco Carovillano, l’animatore di cartoni animati in 3D, autore del video “A timeless land – Isernia & Venafro, Italy”, stavolta vi portiamo nei vostri (migliori) Incubi di Plastica. Din don!

Se ti dicessi “the pussy of your mother” la prenderesti male? Forse si, forse no, dipende dal contesto.

E in un contesto di eccezionalità, come quello del video-clip “Odio la mia City”, vedrai, fratello, che accetterai tutto. Perchè la musica ti trascina, la qualità del testo ti coinvolge e la regia del video ti porta sulle montagne russe di un rap che definire di provincia sarebbe riduttivo e denigratorio. Signori e signore, questi ci sanno fare.

E picchiano duro, scratchano parole che diventano pietre e si infrangono sul vetro del conformismo imperante di una city, Campobasso, dove “la verità è un optional”, “il potere si corrompe” e “gli assessori…si spendono i miei soldi in cocaina e femmine”. Avevate mai sentito prima d’ora qualche molisano cantare roba simile? A memoria d’uomo, nessuno che lo ricordi. Già questo è un record dei nostri (migliori) “Incubi di Plastica” ma forse è anche indicativo del grigiore culturale cui provano a ribellarsi – riuscendoci benissimo, peraltro – i rapper molisani.

Che si spingono oltre la denuncia e affrontano le intricate relazioni sociali di una city perbenista e moralista, dove impera una “mentalità provinciale e delinquente”, contro cui si scaglia il singolo che nasce all’interno del progetto di “Via la Maschera”, “un disco & anti-disco uscito per la C-Lab produzioni, Vasto Milano.”

Il concetto di fondo è tutto racchiuso in questo passaggio: “Odio che tu mi stai ascoltando e stai pensando: “odia Campobasso a questo io lo ammazzo” non hai capito un cazzo di ciò che sto cantando, amo la mia city e la cambio ma tu la stai ammazzando…

Chi sono questi sfacciati che osano così tanto, che osano spingersi nelle pieghe di una city “di gente che fa solo chiacchiere come in politica?”. È presto detto: la crew nasce dall’incontro di Giacomo Gattozzi (Mr.James) pianista, porducer musicale e beatmaker, Alessandro Domenici (Skerna Mc) rapper attivo da anni in città e fuori regione e Andrea Carpenito (Dj dott.Planner) dj, scratcher e fonico, cui si aggiungono la batteria e le percussioni di Domenico Ciak Ciaramella, le chitarre di Andrea Cima e il basso di Fulvio Gramegna.

E nel video clip “Odio la mia City”, affidato alla regia di Antonio D’Aquila, Bag Produzioni, cantano in quattro – DomeDee, HellRifle e LSasa (Dabong Fatherz) oltre a Skerna (Incubi di Plastica) – e l’ospite speciale è Marco Caldoro, che interpreta il politico tutto chiacchiere e distintivo…

Benpensanti, please, astenersi dalla visione del video. Potrebbe scatenare effetti collaterali imprevisti.

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