LIBRI DA LEGGERE/ “La manomissione delle parole”, di Gianrico Carofiglio

Leggendo il nuovo libro di Gianrico Carofiglio, ci si accorge subito che non siamo di fronte ad uno dei suoi classici romanzi, ma di fronte ad un vero e proprio saggio pedagogico sulle parole. Nonostante i suoi libri mi abbiano appassionato parecchio, ho trovato in questo libro degli spunti molto interessanti sull’attuale società e sull’uso del linguaggio all’interno di essa.

di Maria Ciavotta

“Immaginare un linguaggio significa, sempre, immaginare una forma di vita. Scrivere è, sempre, un’esplorazione allo stesso tempo di sé e del mondo, un viaggio di scoperta, una ricerca di senso, il gesto politico e rivoluzionario di chiamare le cose con il loro nome. Scrivere è essere qui.”

Leggendo il nuovo libro di Gianrico Carofiglio, ci si accorge subito che non siamo di fronte ad uno dei suoi classici romanzi, ma di fronte ad un vero e proprio saggio pedagogico sulle parole. Nonostante i suoi libri da leggere mi abbiano appassionato parecchio, ho trovato in questo libro degli spunti molto interessanti sull’attuale società e sull’uso del linguaggio all’interno di essa.

L’attenzione si concentra su cinque parole: vergogna, giustizia, ribellione, bellezza e scelta, elencando i contrari e i sinonimi delle stesse e l’uso che ne viene fatto.

Si riflette molto sul significato che le parole hanno, e del fatto che spesso, utilizzate nel modo sbagliato, possono portare ad una visione distorta della realtà. Il vero problema da affrontare secondo Carofiglio, è la manipolazione del loro vero significato. Si rende necessaria una minuziosa e attenta analisi delle parole, al fine di ripristinare il loro autentico valore.

 

L’autore ci illustra questa sua lezione ricorrendo a famose citazioni di importanti autori come Aristotele, Primo Levi, Bob Marley, fino ad arrivare ai nostri Padri Costituenti.

Molti sono anche i riferimenti alle anomalie del sistema politico italiano; in particolare viene descritta la differenza tra due termini
molto utilizzati: la differenza tra assoluzione e prescrizione. Carofiglio evidenzia come i telegiornali tendano a far coincidere spesso i significati delle due parole: è nota a tutti l’ormai celebre assoluzione di David Mills emessa dall’altrettanto “celebre” Tg1 del Direttorissimo.

“Noi facciamo a pezzi le parole (le manomettiamo, nel senso di alterarle, violarle) e poi le rimontiamo (le manomettiamo nel senso di liberarle dai vincoli delle convenzioni verbali e dei non significati). Solo dopo la manomissione, possiamo usare le nostre parole per raccontare storie.”

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