LEGGERE LEGGERE LEGGERE/ Quattro chiacchiere con Albyok, ideatore di “Regala un libro ad uno sconosciuto”

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Alberto Schiariti, (in arte Albyok, nella Blogosfera) ideatore del movimento di Leggere, Leggere, Leggere, l’iniziativa che il prossimo 25 marzo si ripropone nel coinvolgere lettori appassionati in tutta Italia con un gesto semplice: regalare un libro ad uno sconosciuto.

di Farnocchia

Ciao Alberto, come va? Dato che sei l’unico organizzatore avrai molto da fare..

Ciao! Sì, come l’anno scorso dietro “Leggere, leggere, leggere!” c’è solo una persona. L’anno scorso sono stato letteralmente sommerso da messaggi, post, e-mail e qualsiasi altro tipo di contatto e mi aspettavo tanto lavoro anche quest’anno. Ammetto però che c’è stata una grande flessione da parte del pubblico, quasi come se fossero affezionati solo al gusto della novità… vedremo!

Come nasce l’iniziativa?

L’iniziativa è nata l’anno scorso, ma probabilmente la stavo preparando da molto più tempo. Sono pendolare da quasi 10 anni e vedere tutti i giorni le solite facce a cui non ho mai rivolto parola, mi hanno portato a proporre questa sfida usando un mezzo splendido: il libro. Ciò che chiedo è molto semplice! Prendere un libro, sia nuovo che usato, e donarlo a un perfetto sconosciuto. Nient’altro.
Possiamo quindi dire che alla base di tutto questo c’è un amore profondo che ti lega alla lettura..

Anche se può sembrare strano, sono diventato un lettore di “professione” solo da circa 3 anni. Nel periodo “buio” della scuola avevo infatti completamente abbandonato (o forse mai scoperto!) il piacere della lettura… per piacere! E’ difficile descrivere cos’è la lettura. Se la vogliamo mettere su un piano quasi tecnico, è una totale immersione in una storia, esperienza che non si raggiunge in altre forme d’arte come il cinema, vuoi per la durata più scarsa o anche semplicemente per il fatto che c’è un mondo già disegnato e dei personaggi già delineati. Il libro è tutt’altra cosa. Il mio Dorian Gray o l’universo di 1984 non saranno mai quelli di qualcun altro.

L’anno scorso l’iniziativa ha riscosso un grande successo (ricordiamo che è stata anticipata anche da vari flashmob in tutto lo stivale); cosa pensi che accada quest’anno?

Come ho già anticipato, forse con un po’ di pessimismo, ho percepito quest’anno un grande ridimensionamento dei partecipanti. L’iniziativa è rimasta la stessa, anche se si è aggiunto un sito ufficiale di supporto, dove poter scaricare materiale, capire meglio cosa si fa il 25 Marzo e tante altre curiosità. Forse in realtà erano i numeri dello scorso anno che erano troppo esagerati e la realtà è che in molti si sono fatti trascinare dalla massa e non dall’essenza. Che dire? Io ci sto mettendo tutta la buona volontà. Dopo il 25 Marzo tirerò le somme e deciderò se ci sarà un Terzo Capitolo o se è meglio non trascinare per i capelli un’iniziativa che è troppo bella per essere svenduta.

Passiamo ai fatti…che libro hai regalato l’anno scorso? e quest’anni che pensi di donare?

L’anno scorso ho regalato “Una bella differenza” di Aime, un antropologo torinese. Un piccolo libro, ma molto grande. Quest’anno ho già deciso. A meno di novità dell’ultimo minuto, regalerò “L’assassino dei sogni” una raccolta di racconti e di riflessioni di un ergastolano, Carmelo Musumeci. Una storia a cui probabilmente mi dedicherò in futuro e troppo grande e complessa da sbrigare in due righe. Dico solo una cosa: c’è gente che viene seppellita viva.

A chi fosse ancora indeciso o trattenuto dalla timidezza cosa diresti?

Dico che la timidezza è normale, ma c’è un grande detto “fai le stesse cose, ottieni le stesse cose”. A buon intenditor…

Hai un prototipo di sconosciuto o regalerai il libro al primo che capita?

L’anno scorso avevo già deciso a chi regalare il libro, una persona che vedevo tutti i giorni in treno. Quest’anno forse opterò per la totale casualità, guidata dall’ispirazione del momento.

Mancano pochi giorni all’evento… qualche perplessità?

Non per ritornare sul pessimismo, ma le perplessità sono tante. Sto usando praticamente tutto il mio tempo libero per fare “cose” legale all’iniziativa, ma con i pochi mezzi di riscontro che ho a disposizione, trovo un grande muro di indifferenza. La pagina su Facebook conta circa 26.000 persone (il gruppo da 245.000 l’ho dovuto ahimè chiudere per spam), ma in realtà attive saranno un migliaio. Non so che dire. Io ce la metto tutta, ma ho paura che la maggior parte delle persone sia ancora in fase di passivismo cosmico e non capisca che certe iniziative, certe idee, certi movimenti, hanno un motore particolare. Soprattutto una benzina particolare. “Leggere, leggere, leggere!” è un autobus turistico che parte il 25 Marzo. Se ci saranno poche persone a bordo, partirà comunque, ma ci sarà un po’ di tristezza.

Facebook ti ha aiutato molto..cosa ne pensi del social-network più chiacchierato del globo? 

Penso sia il mezzo più potente del secolo, non per qualità, ma per quantità. Milioni di persone a distanza azzerata. Facebook è una gigantesca lente d’ingrandimento, nel bene e nel male. L’anno scorso è riuscito a ingrandire la mia iniziativa, facendola notare e affidando la sua diffusione al passaparola, quest’anno la lente si è fermata sull’indifferenza delle persone. Ma a parte “Leggere, leggere, leggere!”, Facebook è uno strumento epocale e un passo in una direzione (non so se totalmente buona) che difficilmente potremo percorrere all’indietro.

A conti fatti…da 1 a 10 quanto quest’iniziativa ti ha reso un uomo più felice ed un blogger più apprezzato?

E’ sempre difficile dare un voto numerico. Preferisco usare le tanto care parole. Tanto, veramente tanto. La parte più emozionante è stata leggere tutte le storie che mi sono arrivate l’anno scorso (e che prima del 25 Marzo pubblicherò sul sito) e non nego che leggere frasi come “Mi hai cambiato la vita” danno una sensazione positiva difficile da spiegare. Sono contento di quello che ho fatto e senza retorica, sono davvero contento che le persone abbiano potuto provare quel sorriso post-regalo che forse nessuno aveva mai provato.

Se mi è permesso fare un balzo oltre le domande, vorrei dire a chiunque legga quest’intervista, che “Leggere, leggere, leggere!” è più del regalo di un libro ed è anche molto di più di un regalo a uno sconosciuto. Sta a voi capire cosa succede veramente quando si decide di fare un gesto del genere e vi lascio il piacere della scoperta. Non ci sono certezze, solo opportunità.

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