FILIPPO NIGRO/ Tra famiglia, lavoro e passioni: “Votavo Pci: ma questa è l’ora della piazza”

Quarant’anni, tre figli, una passione per le due ruote: «Ho un’Honda 650 che i miei non mi volevano comperare… non è il modello più figo, piuttosto un tipo di nicchia, pesante, nervoso ma con una bella storia». Così Filippo Nigro si racconta sulle pagine di MAX, in edicola, su iPad e online nel nuovo canale di Gazzetta.it “Altre passioni”, max.gazzetta.it.

 

È reduce dalle riprese di E la chiamano estate accanto a Isabella Ferrari: «Non ho ancora visto il film finito, sono curioso. C’è una scena di nudo ma non è stata la più difficile. Peggio quella in cui mi masturbo guardando mia moglie con un altro. Impensabile… Nei locali per scambisti dove sono stato a farmi una cultura non mi sono eccitato granché… Tra le mie varie psicosi c’è l’ipocondria, avrei il terrore delle infezioni».

Famiglia e lavoro: «L’assenza prolungata da casa mi spiace ma sarei ipocrita se non ammettessi che staccare dalla famiglia aiuta. Quando sono a Roma sono alla mercé di tutti, i miei figli, mio padre… Ho sempre detto a mia moglie che avrei voluto molti bambini, questo l’ha fatta sentire sicura di me. Poi ne abbiamo perso uno al settimo mese, è stata dura. Eravamo a un passo dalla fine… in quel momento mi sono scoperto più forte del previsto».

Cresciuto a sinistra, parlerebbe per ore di politica: «Prima mi appassionava di più: ho votato PCI varie volte, erano altri tempi. Questa è l’ora della piazza. Per esempio in difesa dell’articolo 18».

Paure: «La peggiore quella dell’aereo. Ricordo un Roma Palermo con Giovanna Mezzogiorno accanto: mi scese una lacrima, lei cercò persino di tenermi la mano. Adesso che devo pensare a tenere calmi i miei figli, devo stare tranquillo per forza».

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